Neanche una brochure unica per informare i turisti su quello che c'è da vedere E' l'opinione di Fabio Vasarelli, presidente della Compagnia dello stile pisano che aggiunge: «Come si fa a parlare di sistema museale pisano? Come si fa se non esiste neppure un punto informativo in Piazza dei Miracoli che dica "Signori a Pisa c'è questo e quello... andate e guardate la città che non è solo all'ombra la Torre». Vasarelli aggiunge: «Mancano biglietti unici museali, mancano tariffe concordate, manca la segnaletica turistica anche per la stessa torre o per la Chiesa della Spina, mancano informazioni coordinate per i turisti, manca insomma qualche tecnico specializzato nel turismo che faccia funzionare il sistema nella sua interezza». Si deve aggiungere che se latitano le risorse umane (sappiamo che palazzo Reale e San Matteo hanno personale con il contagocce) forse è perché mancano i fondi da destinarsi al turismo e alla cultura. Cambiano i governi ma le nozze coi fichi secchi vengono sempre male. «Può essere che dipenda molto da Roma - continua Vasarelli - ma in realtà non servono così tanti fondi quanto si potrebbe credere perché la Piazza dei Miracoli fa da sola oltre tre milioni di visitatori all'anno e l'aeroporto di Pisa è il secondo scalo con più passeggeri dell'Italia centrale». Basterebbe quindi "pescare" i turisti a poche centinaia di metri nel mare magnum della Piazza dei Miracoli per riversare su tutta la città tantissimi visitatori. «Sì ma la nostra impressione - continua il presidente dell'associazione pisana - è che ognuno continui a fare per sé». Che cosa proponete? «Che almeno venga fatta una brochure unica per tutta la città e che venga aggiornata puntualmente e che ci sia un vero punto informativo in Piazza dei Miracoli per quei visitatori che magari possono scoprire non solo il murales di Haring ma anche che lì a due passi c'è il parco di San Rossore e che soprattutto c'è una città intera ad aspettarli». «Proprio intera non direi - si corregge Vasarelli - visti i negozi chiusi e visto che i musei sono difficilmente visitabili, però che almeno passino l'Arno, che almeno arrivino fino al Museo Lanfranchi o al San Matteo. Se Firenze ha novanta cose da offrire ai turisti, gliene mette sul piatto cento. Pisa ha settanta cose e ne mette sul piatto cinque» conclude amaramente Vasarelli. Regione Toscana, Comune, Provincia, Università di Pisa, Scuola Normale e Sant'Anna, Opera Primaziale fanno molto per la cultura ma dovrebbero forse farlo tutti insieme se di sistema museale si vuole parlare in termini concreti. Ca.Ve.