Il cantiere di Alimuri da 44 anni deve essere abbattuto. Riaperta lindagine Nonostante proteste e inchieste lo scheletro dellalbergo è intatto È uno scandalo lungo trecento metri e 44 anni. Il mostro di Alimuri lascia la sua impronta sullestate nera del cemento. Un ragazzo di 13 anni è in gravi condizioni nel reparto neurochirurgia del Cardarelli: trauma cranico. Dal pomeriggio del 14 agosto, quando è precipitato dalla struttura più contestata e tollerata della regione. Un rudere che resiste a minacce di demolizioni e ordinanze dal 1964, che sopravvive a sospetti di protezioni e complicità, ma anche alle inchieste della Procura di Torre Annunziata. È un ragazzo di Napoli, abita in via Ravello. Nome di fantasia, Antonio. Era in vacanza a Meta di Sorrento, con la famiglia. Si è allontanato dalla spiaggia per arrampicarsi nella struttura abusiva, stampata nella roccia che divide la baia da Vico Equense. Un ecomostro di circa 2 mila metri quadri di superficie con colonne e solai di cemento armato. Era destinato ad albergo quando fu progettato nel 1964 con regolare licenza, subito dopo revocata dallo stesso Comune di Vico Equense, quindi annullata dal Tar nel 1986. Antonio è uno dei ragazzi che ogni giorno si infilano nella struttura, ufficialmente pericolante in una zona di venti metri, per la frequente caduta di massi, diametro di 70 centimetri. «Accesso interdetto», avverte un cartello con due reti di protezione. I carabinieri, anche via mare, vigilano per allontanare i ragazzi che dalla struttura si tuffano. Era passata proprio mezzora prima una motovedetta dei carabinieri: il capitano Federico Scarabello ha inserito lorribile scheletro di Marina di Alimuri nellitinerario delle pattuglie che controllano la costa. I ragazzi erano tornati, dopo lintervento della motovedetta. Antonio voleva tuffarsi dal secondo livello, altezza dieci metri. Insicuro, evidentemente lesionato, il solaio si è in parte staccato. Il ragazzo è precipitato sul cemento armato del piano inferiore. Il 118 lha soccorso, trasportandolo prima allospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento, poi al San Leonardo di Castellammare per una tac, quindi di nuovo a Sorrento. Il ragazzo, con prognosi riservata, è stato infine ricoverato al Cardarelli di Napoli, dove ieri mattina le sue condizioni sono apparse rassicuranti. Non è in pericolo di vita. «Ha ripreso a parlare», è stato detto ai carabinieri di Sorrento che indagano sullincidente. Ma da tempo anche la Procura di Torre Annunziata si occupa dellecomostro. Con larrivo del procuratore aggiunto Raffaele Marino linchiesta ha ripreso slancio, dintesa con il capo dellufficio, Diego Marmo. La Mobile di Napoli ha svolto una serie di interrogatori in questura. Lex ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli con la Sovrintendenza regionale, convocò il 19 luglio dellanno scorso un vertice per ordinare la rimozione. Il cantiere prevedeva cento stanze, piscina olimpionica, minigolf. È ancora lì e deturpa la zona che un imprenditore di Meta, Antonio Cafiero, ha recuperato attrezzando un lido aperto tutto lanno per i benefici del microclima e un polo di eccellenza della gastronomia, "La Conca", segnalato anche dal presidente di Slow Food, Carlo Petrini. «Vediamo sempre quei ragazzi, fa paura anche guardarli. Rischiano tanto, ma la struttura è purtroppo accessibile nonostante i divieti. Uno scheletro fatiscente, pericoloso, un mostro che nessuno ha il coraggio né sente il dovere di eliminare», è la protesta dei bagnanti di Alimuri. Cicliche ma senza esito le denunce di Goletta verde e Legambiente. La struttura dovrebbe essere eliminata. Lalbergo sarà realizzato a Seiano, la società dovrebbe intanto abbattere colonne e solai. Questo lorientamento di un anno fa, con il vecchio governo. Ed ora? (a.c.)