Il retroscena Un giorno di assoluto silenzio, poi un comunicato ufficiale che rivela in controluce lultima bacchettata per il suo dirigente. Lassessore Antonello Antinoro commenta così il buco da dodici milioni di euro nelle casse regionali, creato dalla gestione dei servizi aggiuntivi per musei e monumenti. In bilico la poltrona di Romeo Palma. Antinoro: "Più coordinamento tra i gestori" Entro la settimana saranno definiti spostamenti e rotazioni dovuti allo spoils system Alla presidenza resteranno solo sei dipartimenti In tutto ventisette strutture di vertice Ovvero di caffetterie e bookshop mai realizzati. Lassessore ai Beni culturali non annuncia la sospensione del rapporto con la Novamusa, il cartello di imprese che gestisce il teatro antico di Taormina e le aree archeologiche di Segesta e Selinunte. Non dà alcun via libera al provvedimento di rescissione del contratto già preparato dal dirigente generale Romeo Palma, che contesta a Novamusa di aver trattenuto in modo indebito i proventi degli incassi dei biglietti. Antinoro, nella sua nota, chiede «un migliore coordinamento fra le forze in campo, ovvero dipartimento Beni Culturali, Soprintendenze e concessionari, con il contestuale coinvolgimento dellassessorato al Turismo». Il presupposto necessario, dice Antinoro, «perché lattività dei servizi aggiuntivi nel settore dei beni culturali, fortemente voluta dalla legge Ronchey e dal codice Urbani, può svolgere appieno la sua efficacia». La critica si fa più chiara quando, commentando le polemiche seguite al caso sollevato domenica da Repubblica, lassessore spiega che «si tratta di un coordinamento fin qui mai posto in essere. In tal senso, dintesa con lassessore al Turismo, sto attivando appositi ed innovativi rapporti funzionali anche tramite la costituzione di comuni strutture operative». I contratti con le tre società che si occupano dei servizi aggiuntivi nei musei sono scaduti a giugno, la giunta ha fissato una proroga sino a dicembre. Ma con Novamusa cè un contenzioso davanti al Tar e la Federico II, che gestisce i servizi a Palermo, ha fatto sapere che a gennaio andrà via, visti i cattivi rapporti con la Regione che non ha messo a disposizione gli spazi necessari per bar e librerie. «Sono impegnato ad assicurare, nel periodo di maggiore afflusso turistico, la più ampia fruizione dei siti monumentali e archeologici - dice Antinoro - pur in presenza di ormai prolungati problemi di gestione dei rapporti con i concessionari di servizi aggiuntivi. Lo scopo finale è evitare possibili danni alla Regione siciliana tanto in termini di immagine, quanto in termini di ritorno economico». Intanto, la gestione dei servizi aggiuntivi - come stabilito dalla giunta - potrebbe passare alla società pubblica Beni culturali spa. Anche se Antinoro assicura di puntare «a una soluzione duratura anche tramite la predisposizione dei nuovi bandi di gara. In questo senso - conclude - si sono date tutte le opportune indicazioni al competente dipartimento dei Beni culturali». Il braccio di ferro fra lassessore e Palma prosegue, ma è destinato a concludersi nei prossimi giorni. Il dirigente, è vero, ha la copertura politica dellMpa. E il segretario regionale degli autonomisti, Lino Leanza, predecessore di Antinoro alla guida dellassessorato di piazza Croci, anche in queste ore ha portato solidarietà a Palma. Ma quella poltrona sarebbe già prenotata dallUdc. Antinoro spingerebbe per spostare al timone del dipartimento il proprio capo di gabinetto, Adele Mormino. Ma il governatore Lombardo si è detto contrario a nuove nomine. Prende quota, per la poltrona occupata da Palma, il nome di Pier Carmelo Russo, attuale dirigente generale del Turismo. Una battaglia che si consumerà nelle prossime ore: la giunta che dovrebbe dare il via libera allo spoils system si svolgerà giovedì. Probabile che si concluderà con una semplice rotazione e con qualche pensionamento che si concretizzerà nei prossimi mesi. Quel che è certo è che verrà affrontata una riforma della struttura amministrativa della Regione che farà scendere da 37 a 27 il numero dei dipartimenti. Il restyling riguarderà soprattutto la presidenza della Regione - che avrà solo 6 dipartimenti (Segreteria generale, Personale, Programmazione, Protezione civile, Ufficio legislativo e legale e Affari extraregionali) - e lassessorato alla Sanità che avrà solo due rami amministrativi anziché gli attuali cinque. e. la.