«Il Parcheggio al Pincio si può fare». A dirlo è Francesco Rossi, ingegnere e membro della commissione di saggi a cui il comune di Roma aveva affidato la valutazione sullimpatto ambientale dellopera. «Linterpretazione del parere rilevata sui quotidiani non corrisponde a quanto espresso dalla commissione - sostiene Rossi - con adeguati accorgimenti progettuali, infatti, è possibile tenere nella dovuta considerazione le criticità emerse durante i lavori. Da ingegnere, posso dire che lopera è realizzabile». Secondo Rossi, la costruzione del parcheggio crea sì problemi (impatto, conseguenze, ripercussioni) ambientali e artistici, ma nessuno di questi è insormontabile: «A fronte dei rinvenimenti archeologici, si sono poste in rilievo possibili soluzioni che tengano conto sia della fattibilità dellopera sia della salvaguardia e della tutela dei rinvenimenti. Il problema dei gas di scarico, molto enfatizzato, è in realtà marginale. Trattandosi prevalentemente di un parcheggio per i residenti, e non di un parcheggio a rotazione, i volumi di traffico non sono rilevanti». Da non dimenticare anche il fattore economico: «I lavori sono già iniziati, è stata già eseguita una parte rilevante degli scavi, sono quindi maturati dei costi. Altre spese inutili deriverebbero dal ripristino dello stato dei luoghi. Ulteriori danni discenderebbero dal mancato introito legato alla vendita dei posti auto».