Lunedì prossimo la squadra Decoro urbano del Campidoglio andrà a pulire, con un solvente in arrivo dallOlanda, i marmi deturpati dalle scritte a ponte Milvio e a ponte Sisto. Alemanno ha proposto di far pulire ai writer dieci scritte per ognuna eseguita. Interviene il direttore dei Beni Culturali, Marchetti: «Le sanzioni non bastano più: chi deturpa deve ripagare il danno provocato». E a Washington e Stoccolma i graffitari rischiano il carcere. Intervista al writer "Jon", uno dei più noti a Roma: «Non ci metterete in un recinto» Marchetti: "Non è possibile che in Italia ci si limiti alle sanzioni" Pugno duro contro le mani veloci dei writer-vandali. Che marchiano di scritte - tanto rapide quanto insulse, incolori - i muri della periferia e i monumenti del centro storico di Roma. «Non è possibile che da noi ci si limiti alle sanzioni» interviene il direttore regionale Luciano Marchetti dopo lo scempio di ponte Milvio e ponte Sisto. «Nel caso di unopera vincolata - spiega il responsabile per il Lazio del ministero Beni culturali - va valutato e risarcito il danno intrinseco che la scritta provoca. Ma se guardiamo alla facciata di un palazzo appena ripulito, sarebbe il caso di far pagare al vandalo il costo dellintera tinteggiatura: perché con le cancellature non si riesce mai a riprendere il colore originario». A New York i graffitari-artisti, eredi della lezione di Keith Haring e Basquiat, hanno chiesto che i fotografi paghino i diritti dautore se immortalano le loro opere murali. Ma a Washington le gang rischiano fino a un anno di carcere, e dai 250 ai 5mila dollari di multa, se vengono beccate mentre marchiano il territorio con il loro tag. Mentre a Los Angeles hanno deciso di impiegare il satellitare e un data base che scheda le sigle così da poter incastrare i writer. E se a Stoccolma si rischia di andare al fresco per una settimana per aver taggato con la bomboletta, il sindaco di Madrid (sei milioni lanno spesi per ripulire la città, quanto lAtac sborsa per riverniciare treni e stazioni imbrattati) nel 2007 ha portato la multa da 60 euro a unammenda che oscilla dai 300 ai 6000 euro, ordinando al tempo stesso in Giappone una vernice che repelle le scritte e consente di eliminarle senza fatica. A Roma, dove circolano circa 2000 writer (tra artisti che intervengono sui muri legali di San Lorenzo o Tuscolana, e le torme di adolescenti che coprono di firme persino i cartelli stradali), la pena è una multa di 400 euro al massimo, che arriva a 2000 nel caso di un monumento. «Se la persona che ha danneggiato la fontana di Fiumi di Bernini a piazza Navona» ricorda lingegner Marchetti, citando il tuffo eseguito nel 1997 da tre uomini che ruppero una delle sculture in pietra «se lè cavata al processo con una pena quasi simbolica, figuriamoci cosa rischia chi colora di vernice un muro. Diamo anche più pareti a chi vuole fare del graffitismo, ma rendiamo pesante la sanzione per chi deturpa una pietra antica, ma anche un palazzo moderno». Il solvente intacca sempre la superficie. Danneggiandola così per sempre. «Siamo in attesa che ne arrivi uno più adatto dallOlanda, ma il prodotto è fermo a Milano: per questo abbiamo dovuto ritardare il nostro intervento di pulitura» spiega Mirko Giannotta, responsabile della nuova squadra Decoro urbano alle dipendenze del gabinetto del sindaco. «Ci hanno assicurato che arriverà venerdì così che da lunedì potremo intervenire a ponte Sisto e a Ponte Milvio, ma anche sul "Leoncino" del Pincio e in via dei Fori imperiali, sotto la direzione della Sovrintendenza comunale».