Naturalmente, sono state espresse altre opzioni, come quella della Sovrintendente Pittarello per insediarvi un Museo Archeologico, ma intendo privilegiare quella che con lamico Poleggi, e con molti altri, specie allinterno della Facoltà di Architettura, si era coltivata. Lipotesi risale addirittura al tempo della preparazione delle celebrazioni colombiane, quando se ne parlava con Edoardo Benvenuto, preside della Facoltà di Architettura. Fu ripresa, tale ipotesi, quando si cominciò il progetto del Museo del Mare, ritenendo che la Commenda potesse costituire un tuttuno con il Museo stesso. Il mare, ed il porto, rappresentano lanima della città, il principio stesso della sua esistenza, e la città, a sua volta, contiene un racconto che porrebbe il complesso museale Darsena più Commenda (mare più città) fra gli esempi di maggior interesse per la storia urbana a livello mondiale. Perché Genova è città assai singolare, e la sua storia urbana non darebbe luogo ad un "qualunque" museo della città, ma ad un prezioso, unico ed esemplare museo capace anche di innovare, per i suoi contenuti, tale tipologia museale. Il grande tema della nascita, della crescita e della trasformazione delle città nel tempo può trarre, dalla esperienza genovese, dalla ricchezza documentaria, dalla varietà dei temi che potrebbero essere rappresentati, una ricchezza di immagini, di suggestioni, ed anche, io credo, di apporto al dibattito sul futuro della città, di cui ci si deve ben rendere conto. Ritengo che Genova abbia spesso anticipato, nella sua vicenda urbana, i temi del dibattito disciplinare sulla vita e la trasformazione della città, rappresentando con ciò la sua singolarità. Per ragioni di sintesi mi fermo qua, ma sarei pronto, insieme a numerosi colleghi, ad argomentare ampiamente la posizione che esprimo. Affermo soltanto che, se di Museo della Città si vuol parlare, la sua sede nella Commenda è talmente, significativamente, ovvia che non merita dimostrazione. A parte la sua prossimità al Museo del Mare, peraltro essenziale, non cè nella città monumento architettonico altrettanto significativo dellidentità genovese. Lipotesi riguardo un progetto culturale che si propone di sottoscrivere non solo per la sua attrattività, ma per il valore che verrebbe ad assumere per la ricerca che comporta, la carica di innovazione, la spinta per una riflessione più matura sul futuro della città. Essa comporta il coinvolgimento di numerosi studiosi e posso affermare che le forze intellettuali per realizzare tale sfida sono ben presenti nella nostra città. Sono certo che lamministrazione comunale si vorrà porre in ascolto del dibattito che spero possa nascere da questa proposta, per meglio decidere. Resterebbe aperto il problema di dove intanto collocare il Centro interreligioni. In attesa di una soluzione, una sistemazione "provvisoria" alla Commenda potrebbe anche essere considerata, alla condizione, allora, che vengano prese insieme le due decisioni, essendo quella per il Centro interreligioni fattibile nel tempo breve, e quella del Museo della Città nel tempo lungo. Ma, come si sa, un tempo, per lungo che sia, deve pur avere una data di inizio ed una di conclusione, se no è un dato astratto.