La polemica RISULTA difficile credere che i miei illustri colleghi dellIndependent abbiano in mente la stessa Italia che conosco io. Sostenere che gli italiani considerano il divertimento sospetto e per questo motivo lo vogliano mettere fuori legge è forse frutto di quella che i britannici chiamano "silly season", la stagione frivola, il periodo in cui le notizie sono scarse e i giornali si riempiono di vicende di scarso spessore, quantunque le Olimpiadi e il conflitto russo-georgiano rendano poco consistente tale attenuante JOHN LLOYD Ammettiamo pure, tuttavia, che la loro ipotesi sia giusta. È pur vero che nella maggior parte dei casi lItalia è più burocratica della Gran Bretagna. I burocrati statali riescono a essere lenti in modo irritante e al tempo stesso dogmatici in modo ancor più irritante nella loro interpretazione delle norme e dei regolamenti con i quali esercitano le loro funzioni. In Italia esistono molte più leggi per questioni di gran lunga meno prioritarie. A ogni livello possibile - Comune, Provincia, Regione e addirittura a livello nazionale statale - i funzionari pubblici rispetto ai loro omologhi britannici hanno molto più potere e di gran lunga meno inibizioni a farne uso. Altra cosa che colpisce e lascia allibiti i turisti britannici è il gran numero di uniformi presenti in Italia: carabinieri, polizia, guardia di finanzia, polizia stradale e altre ancora paiono di gran lunga troppi a chi è abituato a ununica forza di polizia che incorpora tutte le citate funzioni, senza nessuna forza nazionale equivalente ai carabinieri o alla francese gendarmerie. È anche vero - malgrado si tratti di qualcosa di diverso - che nella vita sociale italiana esiste un decoro, codificato da regole, molto più tenue che in Gran Bretagna. Stranamente - per essere un Paese che secondo gli stereotipi tiene un comportamento molto corretto, fatto rispettare rigidamente - la Gran Bretagna è diventata un Paese nel quale la maggioranza della popolazione è esitante su quali regole sociali osservare, quale forma di rispetto mostrare nei confronti delle varie autorità o persone e fino a che punto sia ragionevole fissare standard sociali. Gli italiani - come del resto la maggior parte degli altri Paesi europei - hanno per esempio una forma formale (il "lei") e una informale (il "tu") per rivolgersi allinterlocutore e usano ancora i titoli, come dottore, ingegnere, avvocato. La Gran Bretagna, che non ha tali usanze e ha ormai perso le consuetudini del vecchio sistema delle classi, è spesso confusa da un punto di vista sociale, laddove gli italiani dimostrano invece di essere molto più sicuri di sé. Tutto ciò, però, nulla toglie a una semplice verità: per gli italiani e per la maggior parte dei turisti, la voglia di divertirsi, il desiderio di godersi ogni cosa e leffettiva capacità di riuscirci sono molto evoluti. Confondere le regole della burocrazia, o quelle sociali, con il proposito di precludere ogni forma di divertimento significa fraintendere completamente la vita sociale italiana. Lo stereotipo allestero degli italiani - amanti del divertimento, simpatici, cordiali - può risultare una seccatura per coloro che vivono in una società complessa e contraddittoria qualsiasi, ma ha qualche ragion dessere, specialmente intorno a Ferragosto. Eccovi un esempio: questo mese, mentre ero in vacanza in Maremma con mia moglie (fiorentina) e mio figlio, ogni qualvolta eravamo diretti a trovare qualche amico o a fare shopping o semplicemente a girovagare, ci siamo imbattuti in qualche fiera o festa locale, quasi una per ogni città. Andando a trovare alcuni amici nella cittadina di Santa Fiore sul Monte Amiata, ci siamo ritrovati immersi in un mercato che aveva invaso oltre la metà delle strade del posto, con tutto ciò che si accompagna a un simile evento: contrattazioni, offerte, battute, lusinghe, saluti di conoscenti, piccoli vizi per i bambini. Essendoci fermati ad acquistare del croccante fatto sul posto - una vera leccornia per mio suocero - abbiamo iniziato a chiacchierare con lartigiano che lo produce in loco, lo abbiamo assaggiato, ne abbiamo apprezzato la qualità e così lacquisto si è subito trasformato in unoccasione sociale, in uno scambio di cortesie. Quella sera stessa nella piazza affollata si è tenuto un concerto che è proseguito fino alle 22, fino a tardi, molto rumoroso ma altresì vitalizzante e gradito. Il giorno prima, nella cittadina di Scansano - rinomata per il suo vino Morellino - avevamo assistito a un corteo medievale con una cinquantina di figuranti vestiti in abiti del XV secolo che mettevano in scena in più giorni un pezzo di storia locale. Quella sera limpianto di riproduzione si ruppe, la recitazione non fu delle migliori e purtroppo si perse molto di quello che gli attori andavano dicendo, anche se lenergia, lentusiasmo e il buonumore della serata hanno mantenuto alti gli animi. Lamore tutto italiano per il divertimento in parte nasce da un costante atteggiamento comune, il farsi beffe delle regole per riuscire a fare determinate cose comunque, e in parte nasce da una socievolezza in virtù della quale sia a livello di gruppo, sia soprattutto di famiglia, la vita risulta più dinamica, più polemica e più ricca di quanto non accada in analoghe occasioni altrove. Raramente, dal punto di vista sociale, ho assistito a un flop: in Italia tutti si assumono la responsabilità di divertirsi e di far sì che tutti si divertano, cosa che altrove non ho quasi mai riscontrato. Cè unultima cosa di cui tener presente: noi anglosassoni - esclusi i giornalisti dellIndependent, beninteso - di solito ammiriamo la capacità tutta italiana di fare spettacolo, di presentare con qualche svolazzo perfino le cose più semplici, di rendere elegante a parole e battute ciò che è del tutto ordinario. Se questo vi sembra uno stereotipo, ripeto: in parte lo stereotipo ha ragion dessere. Le regole di fatto governano la società italiana e spesso la intralciano, ma di rado a lungo: limpulso a divertirsi in genere è troppo forte. (traduzione di Anna Bissanti)
LIndependent e i divieti imposti dai sindaci nelle città
Il giornalista John Lloyd critica la rappresentazione stereotipata degli italiani come persone che non amano il divertimento e che sono troppo burocratiche. Secondo Lloyd, gli italiani sono in realtà molto socievoli e amano divertirsi, specialmente durante le festività come Ferragosto. Egli descrive la sua esperienza di vacanza in Maremma, dove si è trovato immerso in mercati, feste e concerti, e ha apprezzato la capacità degli italiani di fare spettacolo e di rendere elegante le cose più semplici. Lloyd sostiene che le regole sociali italiane sono più tenue rispetto a quelle britanniche e che gli italiani sono più sicuri di sé e più socievoli.
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