«Contro i graffitari molesti occorre ingaggiare una guerra senza quartiere - afferma il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro - chi imbratta i muri, i monumenti, le piazze e le strade delle nostre città con graffiti che non hanno niente di artistico, deve essere perseguito con assoluta durezza prevedendo anche forme di repressione più efficaci». E nei giorni scorsi lo stesso sindaco Gianni Alemanno aveva sottolineato la necessità di adottare «la tolleranza zero contro chi imbratta i muri di Roma, perché chi farà una scritta - aveva precisato il primo cittadino - ne pulirà almeno dieci». Del resto quello delle scritte sui muri dei palazzi e dei monumenti della capitale è uno dei problemi più evidenti di Roma e contro cui anche la precedente amministrazione comunale ha più volte cercato di intervenire. Ma a poco servono, ad esempio, gli addetti dellUfficio Decoro Urbano che ogni giorno puliscono dalle scritte vandaliche le balaustre di ponte Milvio, perché puntualmente la sera i giovani writer le ricoprono di tag e graffiti incomprensibili. Vandalismi che ora si ripetono anche sulle balaustre di marmo (che da tempo hanno sostituito le prime ringhiere di ghisa) del più antico ponte di Roma, che fu fatto costruire da papa Sisto IV tra il 1473 e il 1479. «E deprimente vedere come è stato ridotto il ponte in questi giorni di Ferragosto - ha precisato Francesco Giro - il ponte è stato coperto di scritte tracciate di delinquenti. Il degrado al quale stiamo assistendo a Roma - ha concluso il sottosegretario ai Beni Culturali - è il risultato dellazione vandalica e illegale di gruppi di facinorosi che deve essere contrastata senza esitazioni, adottando la tolleranza zero».