Nemmeno nel giorno di Ferragosto si placa la polemica sul parcheggio del Pincio. Il presidente della sezione romana di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, insieme a sua moglie Marina, il 15 agosto, giorno del suo 79esimo compleanno, ha ribadito il suo fermo «no» al megaparking che si dovrebbe realizzare nel cuore del monumento del Valadier. Un chiaro messaggio, rivolto soprattutto al sindaco Alemanno che, in base agli aspetti messi in luce dalla relazione dei cinque Saggi valuterà, entro la fine del mese, «tutti i punti di vista, compresi quelli di carattere economico rispetto al rischio di un danno erariale». Proprio riguardo a questultimo, Ripa di Meana ha suggerito al primo cittadino della Capitale di «non preoccuparsi». Se si fermassero i lavori, ha aggiunto, «Alemanno può agire con la rescissione in danno del contratto alla ditta appaltatrice». Documenti alla mano e spirito comabattivo di sempre, i coniugi Ripa di Meana hanno ribadito,indossando delle tavolette, la loro posizione: «Sventrare il Pincio è un crimine culturale». Per il presidente di Italia Nostra, infatti, lopera è paragonabile al «crimine culturale perpetrato nel 2001 a Bamiyan, nellAfghanistan centrale, dalle cannonate dei Talebani del Mullah Omar che hanno distrutto le due colossali statue del Buddha». Daltra parte Marina ripa di Meana si è detta pronta, qualora non si fermasse il cantiere, «allo sciopero della fame». E no solo. Se il sindaco optasse per la realizzazione del parcheggio, Marina è pronta anche ad appellarsi al Papa, affinché «intervenga anche con le sue preghiere, contro lo scempio del Pincio». Una promenade che, secondo il presidente della sezione romana dellonlus ambientalista, arriva allindomani della «sonora bocciatura» del pool di esperti nominati dal sindaco, lo scorso giugno. Nel parere della commissione tecnica - composta dal presidente dellOrdine degli Architetti di Roma Amedeo Schiattarella, il professor Giorgio Muratore, ordinario di Storia dellArchitettura a Valle Giulia, il presidente dellOrdine degli Ingegneri di roma e Provincia, Francesco Duilio Rossi, lex sovrintendente Adriano La Regina e larcheologa, Marina Mattei - sono emerse forti «perplessità» riguardo «agli aspetti architettonici e ambientali che verrebbero toccati dalla realizzazione del nuovo parcheggio». Elementi, come più volte sottolineato dai Saggi, valutati senza il supporto del parere della Sovrientendenza archeologica. Del resto, lassociazione presieduta da Ripa di Meana ha più volte denunciato le «irregolarità» del progetto (iniziato duran te lamministrazione Veltroni). Tra queste, «il mancato rispetto del codice Urbani sulle piazze storiche» e «la sottovalutazione dei problemi idrogeologici», (35 metri sotto la collina del Pincio, infatti, ci sarebbe lacqua). Nonostante i «tentennamenti» di Alemanno, Ripa di Meana si è detto comunque fiducioso «nel sindaco per gli impegni assunti prima e durante la campagna elettorale».
ROMA - Sventrare il Pincio è un insulto culturale
Il presidente della sezione romana di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, e sua moglie Marina, hanno espresso il loro fermo no al megaparking nel Pincio, un monumento storico a Roma. Ripa di Meana ha suggerito al sindaco Alemanno di non preoccuparsi se si fermassero i lavori, poiché può agire con la rescissione del contratto alla ditta appaltatrice. I coniugi Ripa di Meana hanno indossato tavolette con la loro posizione, che considerano la sventratura del Pincio un crimine culturale. Marina Ripa di Meana è pronta allo sciopero della fame e allo sciogliere un appello al Papa se il sindaco optasse per la realizzazione del parcheggio.
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