Lei da molti anni è a capo delle relazioni pubbliche di Pitti Immagine, in che cosa consiste il suo lavoro? «Mi occupo di tutte le persone con cui dialoghiamo ad alto livello. Quando vogliamo aprire un nuovo mercato, cosa che è successa recentemente in Russia, qualche anno fa, ho visto varie persone e poi ne ho scelta una. Ricordo che abbiamo organizzato la prima conferenza stampa in una sala con tutti gli stucchi dentro ai magazzini Gum sulla Piazza Rossa, e da allora il nostro rapporto è sempre cresciuto. Mi occupo anche dei compratori, ricordo bene Béjart e Gianni Versace, la spettacolare sfilata nei Giardini di Boboli. Poi abbiamo messo insieme Bob Wilson con Giorgio Armani, abbiamo anche fatto le prime sfilate unite alle mostre e siamo stati i primi a mettere insieme arte e moda». Che cosè Pitti Immagine? «Una società non profit nel cui consiglio sono rappresentati il Comune, la Regione, la Provincia, lAssociazione degli industriali, facciamo fiere e saloni a Firenze, a Milano e in giro per il mondo. Le fiere vanno bene nonostante la crisi, la gente ha bisogno di rassicurazione. La fiera dellabbigliamento maschile e quella del bambino sono le più importanti del mondo». Firenze è la sua città, come vanno le cose? «È una sirena che attrae sempre però ha molti problemi perché il turismo è di massa, di quei turisti con la bottiglia minerale sotto il braccio. Il turismo consuma molto la città, cè degrado, Firenze è tenuta male, poco curata, non pulita. La pavimentazione rovinata è in uno stato terribile. Chi visita il David di Michelangelo, allAccademia, trova una sorta di corrimano dove sono attaccate tutte le gomme americane della gente che sta facendo la coda e che le appiccica lì. Insomma, Firenze sta scoppiando». È a favore detta pensilina di Isozaki agli Uffizi? «Tutti litigano, nelle altre città magari si osano delle cose, io penso che queste cose vanno decise dallautorità competente, si fa o non si fa, e non bisogna lasciare che la gente dica continuamente la sua o alzi il dito». E la tramvia? «Sono contraria, è una cosa spaventosa, soprattutto in centro, porterà un gran disagio e sarà orrenda. Ero favorevole a una micro metropolitana ad anelli che assomigliava a quella dei giochi olimpici che era stata disegnata anni fa. A Firenze bisogna andare sotto, non si può intasarla con un treno da 30 metri che passa davanti al Battistero. Ho votato contro al referendum ma non credo sia servito a qualcosa». Lei però è una Della Gherardesca di Castagneto Carducci e le sue radici sono in Maremma, vero? «Le mie origini sarebbero pisane da parte di padre e aretine da parte di madre, ma ormai ci consideriamo fiorentini e siamo qui da molte generazioni. È vero che oggi la nostra casa più vecchia, in famiglia dal Mille, è il castello di Castagneto dove abitiamo da 37 generazioni. Adoro quel posto, lo sento come lorigine della mia famiglia, longobardi che hanno avuto il buon gusto di fermarsi in un bel posto vicino al mare, cori boschi e campagna dove ho passato le vacanze da bambina e poi con figli e nipoti». La famiglia è importante per lei... «Sì, sono una matriarca nel senso che adoro le famiglie grandi dove ci sono tante generazioni. Ricordo la mia bisnonna che era la trisnonna dei miei tre figli e li ha conosciuti tutti e tre. Eravamo 5 generazioni, la trisnonna leggeva le storie, il nonno mi portava a caccia, la nonna era tremenda ma simpaticissima e molto attiva: andavamo a pescare sul mare. Mia madre era molto bella, elegante e severa. Cera con lei un rapporto di dipendenza e non paritetico come coi figli di oggi, vedevamo poco i nostri genitori, mangiavamo per i fatti nostri e dovevamo rigare dritto». È suo un best-seller che è un manuale di comportamento per il mondo dei lavoro, «Non si dice piacere». Perché lha scritto? Non è il Galateo ma un aiuto per i ragazzi a vestirsi, comportarsi, porgersi nella maniera giusta nel mondo del lavoro. Magari sono laureati ma non conoscono le regole basilari del comportamento». Poi ha fatto un gesto damore verso la sua terra scrivendo «La mia Toscana», un altro best-seller... «Non volevo scrivere un altro libro sul bon-ton perché cominciavo a essere antipatica a me stessa. Mi chiedevano come si scrivono le lettere, come si scrivono gli auguri, come si fa questo, come si fa quellaltro. Ma non volevo essere una sacerdotessa delle buone maniere. Allora leditore mi propose un libro sulla Toscana. Decisi di fare la Toscana minore, saltando Firenze, Pisa e Siena, le icone della bellezza dove vanno tutti. Ho voluto parlare di parti meno note come Pistoia, Lucca, Arezzo, la Maremma, Grosseto. E le chiese sperdute, come quelle romaniche che la gente non va a vedere. Itinerari non per un turismo di massa».
"Salvate Firenze dai turisti"
La signora è a capo delle relazioni pubbliche di Pitti Immagine, una società che organizza fiere e saloni a Firenze, Milano e in giro per il mondo. Il suo lavoro consiste nel gestire le relazioni con le persone di alto livello, come compratori e promotori. Pitti Immagine è una società non profit che rappresenta il Comune, la Regione, la Provincia e l'Associazione degli industriali. Le fiere sono importanti, anche se la crisi ha ridotto la loro attenzione. La signora è contraria al turismo di massa e pensa che Firenze sia stata "tenuta male" a causa di questo. Sostiene l'idea di una pavimentazione più pulita e curata della città.
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