Ma «Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha ragione: contro quelli che io definisco i graffitaci molesti, occorre ingaggiare una guerra senza quartiere». Così il sottosegretario ai beni culturali, Francesco Giro (Fi-Pdl) interviene sul problema dei writers che imbrattano palazzi, piazze e monumenti. «Chi imbratta i muri, i monumenti, le piazze e le strade delle nostre città - continua Giro - con graffiti e segni che sono peraltro assolutamente brutti e non artistici ma piuttosto segnali per indicare luoghi di smercio e traffico di droghe, devono essere perseguiti con assoluta durezza prevedendo anche forme di repressione più efficaci. Per i writers che, invece, rivelino e dichiarino una propensione artistica ha aggiunto - perché ciò si manifesta e si esprime a Roma e in altre capitali dEuropa devono esser previsti degli spazi ma concordati e ben delimitati. Credo tuttavia che questi siano una netta minoranza e che il degrado al quale stiamo assistendo a Roma e in altre città italiane sia il risultato dellazione vandalistica e illegale di gruppi di facinorosi che deve essere contrastata senza esitazioni. Vedere in questi giorni di Ferragosto ha concluso Giro come è stato ridotto ad esempio il centralissimo Ponte Sisto che collega il centro storico con il rione di Trastevere è deprimente e intollerabile».