- MILANO - FINALMENTE un bellesempio di indagine archeologica, eseguita in tempi rapidi, nel pieno rispetto di uno scavo stratigrafico e complesso, a buon fine grazie allutilizzo di moderni sistemi applicati alle scienze umanistiche e grazie alla competenza degli studiosi in essa impegnati. Mi riferisco allo sterro di unampia area storico-archeologica, sita tra Piazza Meda, Via San Paolo e Corso Matteotti, a due passi dal centro di Milano, in pieno cuore dellantica Urbe romana denominata "Mediolanum": qui gli esperti della Soprintendenza dei Beni Archeologici della Lombardia, diretti da Anna Ceresa Moro, hanno ormai terminato laccurata ispezione archeologica di una vasta "insula", in cui si sono stratificati numerosi strati occupazionali. IN QUASI TRE ANNI di operazioni di notevole portata scientifica gli Indiana-Jones milanesi hanno ispezionato con grande cura e cautela livelli risalenti alla prima età imperiale (I sec. d. C.) fino a resti di vestigia di epoca più tarda (IV-V d. C.), dopo che Milano divenne il centro nevralgico dellImpero Romano dOccidente, sotto Massimiano Erculeo (250-310). Nel corso dellintervento archeologico le operazioni sono state eseguite con pennellini e minuscole cazzuole, nel rispetto delle vestigia conservate; ma accanto a simili sistemi tradizionali ecco limpiego di strumenti della moderna tecnologia, come il teodolite per i rilevamenti topografici e per mettere in asse i disegni di rilievo. I risultati sono stati immediati: soprattutto resti di antichissimi intonaci policromatici; tra questi i più antichi erano stati conglomerati in una vasca in mattoni cotti, come materiale riempitivo per livellare il terreno, dopo che la parete di appartenenza è crollata in seguito allabbandono e alla demolizione delledificio. Sono intonaci dipinti a fondo giallo e decorato con motivi geometrici floreali o vegetali in genere; poi vestigia di epoca tardoantica, come parti di un portico bianco con decorazioni a fasce policrome di elementi vegetali stilizzati. I primi studi a tavolino, successivi alla ricerca sul terreno, ipotizzano che larea scavata abbia avuto funzione di quartiere di artigiani; in particolare sarebbe stata destinata ai conciatori delle pelli (sarebbero state trovate numerose vasche di scarico per le sostanze acide impiegate). Adesso, dopo lesecuzione dei lavori di sterro in tempo record, tutto è pronto per ledificazione di un certo numero di parcheggi, obiettivo iniziale dei lavori, prima che ci si imbattesse nei reperti archeologici. Inoltre in questo periodo di scavo - e anche adesso durante lultimazione dei lavori - si è cercato di garantire la viabilità ai pedoni e al transito dei veicoli nelle adiacenze dellarea sotto indagine. E quello di Piazza Meda un esempio positivo di riuscito intervento archeologico, dove la velocità desecuzione non è andata per niente a discapito della correttezza scientifica; puntuali rendiconti di scavo sono stati editi con cadenza annuale; e pubblicazioni scientifiche sono prossime alla stampa: un metodo completamente diverso - per fare un esempio, che chi scrive conosce bene - dagli scavi in Egitto (in località Tebtynis) a direzione dellIstituto di Papirologia della Statale di Milano, nei quali gli studiosi hanno compiuto uno scempio archeologico e dopo 20 anni hanno pubblicato monografie relative solo ai primi 3 anni di scavo.