ROMA. Dove sono i litorali più deturpati dItalia? Dove vengono commessi il maggior numero di illeciti sulle nostre coste? La risposta consegna alla Campania un altro poco invidiabile primato negativo. E proprio sulle magnifiche coste della regione, infatti, che si affollano il maggior numero di ecomostri e illeciti in spregio a tutte le regole. E, come se non bastasse, ora scatta anche lallarme per le foci dei fiumi inquinate, per le quali la Campania è di nuovo al primo posto in Italia. A scattare la tuttaltro che invidiabile fotografia, che consegna alla nostra regione il primo posto in fatto di violazioni ambientali è la campagna 2008 della Goletta Verde di Legambiente, presentato a Capalbio, nel Grossetano, al termine delle analisi condotte su 361 campioni prelevati da acque di balneazione e foci di tutta Italia. La campagna di monitoraggio sullo stato di salute del Mediterraneo evidenzia una situazione nera al Sud per quanto riguarda i cosiddetti ecomostri consegnando alla Campania la maglia nera con 673 illeciti accertati, seguita da Calabria (650) e Sicilia (617). Tre regioni del Sud ai primi tre posti, dunque. E non è un caso: «Il cemento abusivo continua a deturpare i litorali e, come al solito - spiga Legambiente - la maglia nera spetta anche questanno alle regioni a tradizionale presenza di criminalità organizzata». Inoltre «il libero accesso al mare è invece negato un po ovunque, non solo da uneccessiva privatizzazione della spiaggia ma in alcuni casi anche da cancellate o strutture abitative, spesso abusive». Ma la vera novità evidenziata dal rapporto consiste nello stato in cui versano le foci dei fiumi: la situazione è peggiorata rispetto allo scorso anno, con inquinamento rilevato nel 78 dei campioni analizzati. Sono state eseguite 80 analisi, 43 delle quali hanno indicato alti valori di inquinanti microbiologici; sette sono risultati inquinati, 12 leggermente inquinati e solo 18 puliti. Salgono al 54 (contro il 47 del 2007) le foci gravemente inquinate, con uno o più parametri a meno dieci volte superiori ai limiti di legge. «Una situazione sempre più nera - rileva Legambiente - e che non risparmia nessuna delle regioni visitate da Goletta Verde». La maglia nera va ancora alla Campania, mentre fanno eccezione Toscana e Puglia. La nota positiva riguarda invece le acque di balneazione prelevate in 50 località lungo le coste italiane che risultano pulite nel 92 dei punti analizzati, contro 187,6 del 2007. Dei 361 campioni prelevati, 333 sono risultati puliti; 22 campioni sono risultati invece leggermente inquinati, quattro inquinati e due gravemente inquinati. I biologi del laboratorio mobile di Legambiente hanno passato al setaccio le acque di balneazione, mettendo a fuoco coliformi e streptococchi fecali ed escherichiacoli, batteri-spia della pressione antropica sul mare. Ma la storica campagna di Legambiente ha preso in esame «anche illeciti e brutture che fanno scempio dei nostri litorali, dallabusivismo edilizio alle spiagge blindate, dalla cementificazione selvaggia alla scellerata progettazione portuale».
Campania maglia nera per ecomostri e foci dei fiumi inquinate
La Campania è al primo posto in Italia per il numero di ecomostri e illeciti commessi sulle sue coste, secondo una campagna di monitoraggio di Legambiente. La regione ha registrato 673 illeciti, seguita da Calabria (650) e Sicilia (617). Le foci dei fiumi sono state analizzate e si è constatato che la situazione è peggiorata rispetto allo scorso anno, con inquinamento rilevato in 78 dei campioni analizzati. Le acque di balneazione sono state analizzate e risultano pulite in 92 dei punti analizzati, contro 187,6 del 2007.
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