«Lepisodio dellaltro giorno, al Foro romano, dove una signora tedesca ha tentato di portare via un reperto, dimostra un fatto molto semplice: servono più controlli e servono gli occhi umani. Le telecamere sono utili, ma non bastano perché se poi non cè qualcuno che possa bloccare chi commette qualcosa di sbagliato, non abbiamo risolto il problema. Ma le forze che abbiamo a disposizione sono assolutamente insufficienti dal punto di vista numerico. Servono più uomini per la vigilanza». Angelo Bottini è il Sovrintendente ai beni archeologici. Non vuole drammatizzare lepisodio dellaltro giorno che ha illustrato come una tranquilla maestra in pensione, arrivata dalla Germania, abbia pensato che a Roma fosse possibile rubare un frammento antico di nove chili, nei pressi dellArco di Tito. E stata bloccata cata dai vigili urbani del I Gruppo. in servizio in borghese. Bottini: «Più uomini per la vigilanza». «Guardi - spiega il sovrintendente Bottini - è evidente che non ci troviamo di fronte a un ladro professionista o a unorganizzazione che vuole depredare il nostro patrimonio archeologico. E stato un atto di incoscienza. di leggerezza, forse un raptus. di una signora che aveva il desiderio di portarsi via un pezzo di Roma Antica. Un atto, ovviamente, da condannare. Ma dobbiamo riflettere su un altro punto: serve un presidio minimo, fatto di persone in carne e ossa., per la vigilanza. Le telecamere non bastano. E attualmente siamo al di sotto del minimo, dal punto di vista numerico. Il Ministero ha appena avviato un concorso per lassunzione di addetti allaccoglienza, questo è importante. E stato anche giusto ampliare larea a pagamento: quanto meno ora siamo in grado di verificare con più puntualità chi entra ai Fori. Ma con migliaia di visitatori, fermare o prevenire il comportamento deviato non è sempre semplice». Cutrufo: «Regole più ferree». Venditori ambulanti abusivi, borseggiatori, intrusioni notturne: vigilare su unarea vasta come quella del Palatino, del Foro romano e del Colosseo è complicato. Cambiando punto di osservazione, nei mesi scorsi il Messaggero aveva anche mostrato come fosse possibile prelevare reperti dalla zona del Teatro Marcello. Un anno fa fece scalpore il caso dei barboni che addirittura dormivano con tanto di materassi, ai margini dei Fori. Ma il caso della turista tedesca - denunciata dalla polizia municipale del I Gruppo, guidato da Carlo Buttarelli, per furto aggravato - dimostra anche altro: fra i 12 milioni di turisti che ogni anno visitano Roma cè anche chi non rispetta la città, la sua storia, il suo patrimonio. Osserva Mauro Cutrufo, vicesindaco e assessore al Turismo: «Dobbiamo partire da una premessa: nel corso dei secoli, purtroppo, Roma è stata abituata a essere depredata. Il caso di questa signora tedesca ricorda tanti episodi analoghi del passato. O anche quello recente della ragazza giapponese a Firenze che aveva deturpato un monumento con una scritta. Bene, a Roma abbiamo il 30-40 per cento dei beni culturali del mondo. Questo però a volte ci rende, come dire, meno attenti nel tutelare, nel proteggere questo patrimonio». Vale a dire? «E talmente vasto il nostro patrimonio, che a volte sottovalutiamo la sua importanza e non riuscianb ad arrivare dappertutto. Ma questo non deve più succedere: noi vogliamo una città in cui ci siano regole. Regole che vanno fatte rispettare. Per la sicurezza della persone, ma anche per la tutela dei monumenti». «In campo i volontari». Però, ordinanza dopo ordinanza, vi hanno accusato di trasformarere Roma nella città dei divieti, a discapito anche dei turisti che vogliono godersi la Capitale. «Ma non è vero: al centro della nostra azione cè un controllo sistematico della città. E guardi che vale per tutte le città darte, non centra il colore politico di chi le governa. Proprio nei giorni scorsi ci siamo sentiti con gli amministratori dei comuni di Firenze e Venezia. E ci incontreremo per coordinare le varie ordinanze che le diverse città hanno emanato sul fronte di sicurezza e decoro. Proprio per renderle omogenee». Resta il punto di partenza: fontane danneggiate, vandali che deturpano le statue del Pincio, automobili che fanno il rally sulla scalinata di Trinità de Monti, scritte sui monumenti, furti di reperti ai Fori. Sembra impossibile arrivare ovunque. «Una mano può essere data dalla videosorveglianza», replica il vicesindaco Cutrufo. Ma se nessuno poi guarda le immagini rilanciate sui monitor, rischiamo di trasformare Roma in un immenso reality show che nessuno segue. Replica ancora Cutrufo: «Dobbiamo pensare anche a forme alternative di controllo della città. Perché non coinvolgere il volontariato ad esempio?». Buttarelli: «Ci travestiamo da turisti». Dodici milioni di turisti allanno sono una risorsa, ovvio, ma anche unincognita. Roma - e il ragionamento non vale solo per i Fori o per il Colosseo - rischia di non reggere la forza durto. Racconta Carlo Buttarelli, comandante del I Gruppo della Municipale: «I controlli che stiamo facendo in borghese, travestiti noi stessi da turisti, servono anche a questo: non solo a fermare i borseggiatori o gli ambulanti abusivi, ma anche a limitare gli atti vandalici. Proprio laltro giorno abbiamo fermato due fidanzati che volevano incidere delle scritte su un albero del Palatino».