LIDENTITA DEL PINCIO Decideremo entro la fine di agosto», promette il sindaco Alemanno a proposito del contestato parcheggio del Pincio che a Ferragosto ha ritrovato la sua ribalta grazie alla colorita, solitaria protesta di Caa e Marina Ripa di Meana. Una promessa ineccepibile: basta con le lungaggini e i valzer dei rinvii. E evidente che qui occorre decidere. Ormai le carte sono a disposizione. Cè il progetto esecutivo e in pratica già partito. Cè la relazione dei «cinque saggi» con la sua pesante preoccupazione, cioè che il mega-parking possa alterare irrimediabilmente «il senso identitario dei luoghi e quel carattere di forte unitarietà architettonica che caratterizza lintero complesso monumentale». Le parole sono soppesate con attenzione (non a caso, trai cinque, ci sono personaggi come Adriano La Regina e Giorgio Muratore). Basterebbe unombra sul «senso identitario» per fermarsi e riflettere in tempo. Anche sui dettagli: impatto dellinquinamento (un parcheggio attira fatalmente traffico, semplicemente sciocco e demagogico affermare il contrario) e conseguenze architettoniche della costruzione delle rampe pedonali e automobilistiche di entrata e uscita. Non siamo in periferia né sul lungotevere, alle prese con una Teca del Morpurgo per lAra Pacis magari bella ma comunque non destinata a rappresentare un pilastro della storia dellarchitettura. Siamo al Pincio, quindi Valadier, un disegno perfetto che ha resistito ai secoli. Appunto, il «senso identitario». Chissà, forse Alemanno vorrebbe davvero (nel suo cuore di amministratore) chiudere con decisionismo il cantiere che il centrodestra contestò allepoca della giunta Veltroni. Ma ci sono quei dieci milioncini di euro di penale da versare al costruttore in caso di rescissione unilaterale del contratto. E poi ci sarebbe la Corte dei Conti in agguato, che chiederebbe il conto al Campidoglio di cotanto esborso. Il dilemma è difficile. Purtroppo il problema risiede alla radice, cioè nella originaria decisione di costruire nel cuore del centro storico (e quindi «sotto» Valadier!) un parcheggio così gigantesco. Cè voluto un bel coraggio nel votare quella delibera, diciamolo. Ma ormai il via libera conta diversi mesi di vita e la macchina del tempo non esiste. Cè solo da augurarsi di non assistere a un bis dello scempio che si perpetrò, ai tempi, nelle viscere del Gianicolo per quellaltro mega-parcheggio. Persino un uomo temperato corale Giulio Andreotti, su «30 giorni», se la prese con uno sventramento che colpì catacombe e altri resti romani. Qui siamo ancora in tempo. Magari con una drastica revisione delle volumetrie?
ROMA - IL PARCHEGGIO E IL TEMPO DI DECIDERE
Il sindaco di Roma, Alemanno, ha promesso di decidere entro la fine di agosto sul contestato progetto di costruzione di un mega-parcheggio nel cuore del centro storico, a causa della protesta di Caa e Marina Ripa di Meana. La decisione è importante, poiché il progetto potrebbe alterare il senso identitario del luogo e il suo carattere architettonico. I cinque saggi hanno espresso preoccupazioni sulla costruzione, che potrebbe avere impatti negativi sull'inquinamento e sulla storia dell'architettura. Il sindaco ha menzionato il rischio di un penale di 10 milioni di euro se il contratto viene rescisso, e la possibilità che la Corte dei Conti chieda conto al Campidoglio.
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