Il caveau delle meraviglie dItalia recuperate è in via Anicia 24, a Roma. Salvati dalla ricettazione internazionale, sottratti ai banchi delle compravendite clandestine e dalle aste online, i reperti trafugati e poi rintracciati passano per il limbo di questenorme cassaforte, al piano terra della caserma Lamarmora, prima di tornare sotto i riflettori dei musei. Scatole da archeologi custodiscono anfore, frammenti di vasi, buccheri etruschi, resti di statuine da studiare ancora. Più in là, un piccolo tesoretto di monete romane, già catalogate. Dentro questa banca della storia, le tracce del passato millenario convivono contele divari secoli, adagiate su rastrelliere, e con tanti falsi dautore, in attesa di distruzione, una volta arrivata lautorizzazione giudiziaria. In via Anicia, sono passate anche le "cari postai" appena recuperate nelle vetrine di galleristi della Rive Gauche a Parigi. Le "cartoline" - secondo il codice usato da due presunti ricettatori italo-francesi nelle intercettazioni - sono dodici crateri apuli a figure rosse, unanfora a vernice nera, unidria di tipo etrusco e un kantharos, sequestrati a fine giugno tra Parigi, Digione e Nizza. Valore stimato, due milioni di euro. Soldi riciclati in ville di lusso dalkultimo anello della catena, che aveva piazzato presso antiquari questi reperti provenienti da scavi clandestini nelle province di Bari e Matera, come hanno ricostruito i carabinieri pugliesi del Nucleo tutela del patrimonio culturale, insieme ai colleghi francesi. Trasportati oltralpe, nascosti tra confezioni di olio, burrate e taralli, per gli acquirenti finali i reperti ufficialmente provenivano da una collezione familiare. Facilmente alcuni erano stati piazzati in eleganti vetrine, perché - come ha spiegato uno dei galleristi interrogati - «il mercato francese è molto sensibile ai crateri, ma un po a tutti i reperti della Magna Grecia, di nuovo ambiti, dopo un calo dinteresse per i beni orientali». Da Parigi, altre opere stavano per essere spedite in Oriente o negli Usa, dove i collezionisti non badano a spese pur di averle, anche se ora - con la stretta sui controlli e gli accordi con i musei per la restituzione di opere trafugate -è sempre più difficile piazzare beni archeologici non identificati, nonostante le sempre più raffinate false schede di accompagnamento. Anche per larcheologia illegale, la nuova strada è la vendita online su e-Bay, transito di beni di ogni tipo, ultimamente molti anche di origine irachena, come un piccolo arnese per misurazioni del terreno messo allasta da un italiano: è stato datato 1000 a.C. Per anni è capitato che vasi, anfore e statue millenarie, pagati poche centinaia di euro ai tombaroli, in genere coltivatori, finissero per essere rivenduti allestero o battuti nelle aste internazionali a cifre con molti zeri. Un milione di vecchie lire e un maialiano da latte era stato dato al bracciante agricolo di SantAgata de Goti, nel beneventano, in cambio del vaso di Asteas del IV a.C., raffigurante il Ratto dEuropa. Attraverso vari passaggi, lopera era finita, per 3oomila dollari, al Getty museum. Così è successo anche per il famoso cratere di Eufronio, mentre la kylix è stata recuperata a frammenti, come vengono vendute spesso opere importanti, perché più facilmente occultabili. Gli ultimi due pezzi, insieme a migliaia di altri reperti, li ha restituiti Giacomo Medici, la cui condanna in primo grado a Roma a 10 anni di carcere ha segnato una svolta nella lotta al traffico di beni archeologici. Ora restano più spesso nel circuito italiano le opere trafugate, come la maschera votiva a dimensioni reali e la statua di terracotta di una figura femminile in trono, attribuite al popolo pre-romano dei Rutuli e rintracciate, insieme ad altri 2mila reperti, lo scorso marzo tra Aprilia e Ardea in case di agricoltori, che stavano per rivenderle. Per trasportare sotto copertura antiche vestigia di epoca etrusca e romana, organizzava, invece, viaggi turistici nellalto Lazio, Rupert Achmeier, austriaco, ex soldato della Wehrmacht. "Mozart", lo chiamavano i tombaroli. Unoperazione, questa, partita dopo la segnalazione di scavi clandestini nel sito di Crustumerium (VIII secolo a.C.). Appartenevano alla villa dellimperatore Traiano i frammenti di stucchi con doratura, raffiguranti scudi, figure femminili e forse Giove, trovati nella casa di un imprenditore edile della capitale. La sua domus di Nazzano era una "villa delle meraviglie", adorna di marmi e mosaici romani, provenienti dagli scavi diArcinazzo Romano, a volte staccati direttamente - con grave danno dalle pareti. Frammenti ora ancora nel caveau, ma che presto torneranno a far bella mostra di sé nel sito archeologico.
FURTI E RECUPERI - Nelle stanze di una caserma il caveau delle meraviglie
Il caveau delle meraviglie d'Italia, situato a Roma, è stato utilizzato per conservare reperti trafugati provenienti da scavi clandestini nelle province di Bari e Matera. I reperti, tra cui anfore, vasi e statue, sono stati recuperati dai carabinieri pugliesi e francesi e sono stati restituiti ai musei. Tra i reperti recuperati ci sono anche monete romane e "cartoline" appartenenti a una collezione di falsi provenienti da Parigi. I reperti sono stati recuperati grazie all'operazione "Mozart", che ha coinvolto viaggi turistici nell'alto Lazio per trasportare antiche vestigia di epoca etrusca e romana.
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