MONTEVECCHIO. Prezzi modici per edifici cadenti e volumetrie appetibili da realizzare. Il bando di Igea ha fatto drizzare i capelli: strutture e aree di pertinenza mineraria a costi da campagna saldi? Strutture di valore storico e culturale ma soprattutto ambientale messe all'asta sotto Ferragosto con accessibilità all'acquisto molto ampia. Scuola, alberghi, asilo, residenze che hanno marcato storia e vicende dell'industria mineraria sono ora destinate all'evoluzione turistica del territorio. Settantamila metri cubi realizzabili per un prezzo a base d'asta complessivo di circa un milione e quattrocentomila euro tra le aree boschive di Guspini e Arbus. Anche se, va annotato, si tratta di un territorio inquinato e tutto da bonificare. Dieci lotti in vendita al migliore offerente, escluso uno, che riguarda le "Ex case Zely" per il quale è prevista una valutazione specifica del progetto di riqualificazione perchè il sito dovrà avere una destinazione articolata in un «piano di sviluppo e valorizzazione economica, culturale, turistica, ricettiva, residenziale e sociale». Il bando promosso dalla Regione attraverso l'assessorato all'Urbanistica era molto atteso dal sistema dell'imprenditoria locale (ma anche dalla penisola ci sarebbero state manifestazioni di interesse, benchè non formalizzate con dichiarazioni pubbliche). Ieri il bando è stato pubblicato sui quotidiani, la scadenza è fissata al 7 ottobre. Ad allertare occhi e orecchi erano state le voci sui prezzi. Stavolta non saranno necessari investitori di grande forza economica nazionale e internazionale, una società immobiliare di medie ma anche piccole dimensioni e addirittura privati cittadini in vena di investimenti coraggiosi avranno possibilità di affrontare l'asta. Il prezzo più alto richiede una consistenza di conti e capacità d'impresa ben solide: il lotto che mette in vendita "ex ospedale e asilo" parte da una base d'asta 790mila euro, permette lo sviluppo di una volumetria di 13.846 metri cubi e comprende un'area di 6 ettari e mezzo. È vero che per tutti i siti la capacità di realizzazione della cubatura è esattamente la stessa già compresa nelle strutture esistenti (tutte classificate fatiscenti e ruderi), non sarà ammesso lo sgarro di un solo centimetro. Salvo il caso della miniera "Telle" dove è concesso un ampliamento di 1500 metri cubi, portando il volume da seimila e 7500 metri cubi. Dunque, nessuna speculazione possibile nella fase d'acquisto. Le prescrizioni della gara pubblica dovrebbero mettere al riparo anche da virate scorrette sull'utilizzo futuro. Tutti i lotti rientrano nel reticolo di vincoli paessaggisti e culturali previsti dalla Soprintendenza (su richiesta di Igea del settembre 2007) e da quelli assegnati alle competenze del Parco geominerario. Ogni mattone dovrà rispettare le norme del Piano paesaggistico, così le volumetrie previste, stando alle disposizioni dell'assessorato, non sono in contrasto con le misure di tutela che regolano l'edificabilità. Il sistema di protezione non attenua tuttavia l'interesse che l'operazione di vendita suscita sul mercato. Sull'esempio del lotto "ex ospedale e asilo" si può prevedere la possibilità di realizzare almeno 65 appartamenti di cento metri quadrati, se poi il progetto è di delineare la struttura di un villaggio con mini appartamenti, la quantità delle unità abitative perlomeno raddoppia ma potrebbe tranquillamente triplicare. Affiancata peraltro da sei ettari (sessantamila metri quadrati) di terreno. Il "Villaggio Righi" permette di costruire 20mila metri cubi su una superficie territoriale compresa di quattro ettari per un prezzo di partenza fissato in 290mila euro. Le vecchie foresterie degli operai chiamate "cameroni rossi" sviluppano 2400 metri cubi su un'area di tremila quadrati e sono acquisitabili a un minimo di ottantamila euro, mentre con appena quarantamila euro si può acquistare la "ex scuola" con 350 metri quadrati di terreno e una volumetria possibile di mille metri cubi, oppure con 98 mila euro di investimento iniziale si può tentare l'acquisto di "Piccalina" dove su due ettari di compendio si può ricostruire la volumetria di 800 metri cubi. L'area complessiva è immersa nella zona montuosa e boschiva che delinea il confine dei Comuni di Guspini e Arbus, che infatti figurano anche nelle visure catastali. Chi investe lo farà guardando al futuro, ben sapendo che lo sviluppo turistico è collegato alla prossimità della costa, di un sistema naturale di pregio strardinario che comprende le dune di Scivu, Piscinas, la Costa Verde di Arbus e la continuità sul versante costiero suoccidentale dell'Iglesiente con l'impalcatura storica, culturale e ambientale dell'archeologia industriale. Un «patrimonio » della Regione, come si specifica nel bando, che deve essere recuperato e trasformato in una nuova versione economica e del lavoro. Si tratta di immobili situati in luoghi abbandonati da decenni, che nel periodo di vitalità delle miniere costituivano supporto logistico e strumentale, ospitavano gli operai, le loro famiglie, ne affiancavano le esigenze di istruzione e assistenza, permettevano l'ospitalità di tecnici e dirigenti. «Oggi lo stato dei luoghi segnala la società Igea nel bando è caratterizzato da un significativo degrado ambientale e dall'inadeguatezza dei servizi, da ciò è derivata una scarsa capacità attrattiva sia a fini residenziali e sia a fini turistici. Motivazioni che hanno determinato negli ultimi decenni l'abbandono del territorio da parte della popolazione locale». L'obiettivo è la riconversione, così come si è cercato di fare per le strutture di maggiore importanza e impegno, anche se poi la vendita non è andata in porto, mentre è stata di recente avviata la procedura di affitto per 70 anni di altri siti (Seruci, Normann e alcuni altri), la cui scadenza è peraltro prossima (il 7 settembre). «Si vuole garantire la valorizzazione e riqualificazione paesaggistica e naturalistica dell'ingente patrimonio regionale di cui i lotti fanno parte», sottolinea la relazione del proprietario attuale, cioè la società Igea (Interventi geoambientali). «In particolare è la prospettiva della Regione questo processo punta a favorire lo sviluppo di attività turistiche, ricettive, residenziali nonchè a promuovere le aree in questione sotto il profilo culturale, sociale e naturalistico». Si tratta di vedere quali saranno i risultati, l'otto di ottobre, alla scadenza di una gara d'asta ufficializzata sotto Ferragosto, tra sole cocente e sferzate di maestrale.