TRAFFICO E MONUMENTI. Il consigliere del Pd Dusi contesta la raccolta di firme per riaprire al traffico il monumento «Se per chiudere Porta Vescovo devono prima essere pronte tutte le nuove strade attorno e vicino, bisogna aspettare dieci anni, ecco perché la Porta va tenuta chiusa e va pensata una corretta viabilità attorno». Così Franco Dusi, consigliere del Partito democratico della circoscrizione centro storico, contesta la linea assunta dal consigliere della Lista Tosi della prima circoscrizione, Elena Brunelli, contraria (insieme ai 319 firmatari di una petizione inviata al Comune) alla decisione assunta dall'amministrazione di chiudere al traffico Porta Vescovo, come aveva deciso a maggioranza anche il Consiglio circoscrizionale. «Per la ristrutturazione delle ex cartiere ci vorranno due-tre anni», dice Dusi, «e altrettanti per il ponte San Francesco, per non parlare poi della 434, che richiederà dai sette ai nove anni. Io rilevo peraltro che, dopo la chiusura della porta seguita al restauro, la viabilità nella zona si è fluidificata, negli archi laterali, sia per gli autobus sia per le auto». Alcuni consiglieri della Lista Tosi, prosegue Dusi, invece zavrebbero voluto far passare sotto la porta per 3-4 anni sia gli autobus urbani e provinciali sia pullman turistici e camion e questo sarebbe assurdo tenendo conto, fra l'altro, dei vincoli del monumento». Dusi ricorda in particolare il restauro, costato due milioni di euro, e il fatto che «all'interno ci sono affreschi, pure restaurati, di rara bellezza. Penso, inoltre che la SOVRINTENDENZA, se le venisse richiesto, non darebbe parere positivo a riaprire al traffico la porta, a cui fra l'altro è contraria la stragrande maggioranza di residenti e commercianti della zona. Fra l'altro, Veronetta da tempo chiede che venga realizzato una zona a traffico limitato nel quartiere e la richiesta di raprire la porta va nella direzione opposta, visto che il traffico aumenterebbe». Infine, conclude Dusi, le associazioni del quartiere chiedono di usare locali interni al monumento, per le proprie attività, che verrebbero disturbate non poco dal passaggio di mezzi sotto gli archi. E.G.