IL SALOTTO DELLA CITTÀ. L'attesa riapertura del prestigioso locale di piazza Erbe, dopo tre anni, è prevista per sabato Torna a rivivere Casa Mazzanti, uno tra i più prestigiosi edifici di piazza Erbe, la principale e la più antica della città, con il foro romano tuttora visibile a quattro metri sotto l'attuale livello stradale. E torna dopo un'attesa durata più di tre anni, per una chiusura dovuta a problemi burocratici con la Sovrintendenza ai beni architettonici. Problemi che avevano frenato qualsiasi progetto imprenditoriale di fronte all'ingarbugliata situazione abusiva. L' attesa riapertura avverrà finalmente sabato 9 agosto, all'insegna storica di «Casa Mazzanti Caffè» . Così un pezzo di storia di Verona e dei veronesi farà ancora da collegamento tra il presente ed il domani. La sede, infatti, è in uno dei palazzi più importanti e storici di piazza Erbe. già Domus Bladorum in età scaligera, oggetto successivamente di vari passaggi di mano: dalla signoria stessa alla Repubblica di Venezia, dall'imperatore Massimiliano d'Austria al suo luogotenente in Verona, Giovanni Gonzaga, e poi di nuovo alla Repubblica di Venezia. Fu quindi definitivamente ceduto, intorno al 1517, ad una delle più famose e facoltose famiglie veronesi di mercanti che già da tempo commerciavano in spezie nelle varie botteghe vicine e di cui si possono ancora ammirare le insegne, sotto forma di piccoli stemmi di pietra, affisse sui capitelli del colonnato. Il nome «Case dei Mazzanti», dunque, ricorda l'omonima famiglia che, dal XV secolo, ne curò la ricollocazione e la ristrutturazione all'interno del centro nevralgico e commerciale cittadino (piazza Erbe, appunto) da semplice e decadente magazzino per il grano a prestigioso affresco padronale. Tra i celeberrimi affreschi murali, alcuni dei più importanti della città, si riconosce l'opera del pittore mantovano Giorgio Cavalli: raffigura varie allegorie atte a trasmettere messaggi di insegnamento morale e cristiano, quale monito alla cittadinanza e alle autorità. E proprio a nord delle case Mazzanti troviamo uno dei più rinomati ex locali della piazza, che porta lo stesso nome: «Casa Mazzanti Caffè». «All'inizio del 2006», racconta Zeno Villardi, impegnato, con il fratello Pietro, alla riapertura ed al rilancio dell'antico locale, «è cominciato il nostro turno per l' avventura all'inseguimento dei Mazzanti. Ricerche storiche, indagini stratigrafiche, catastali d'archivio austro ungarico ci hanno permesso, ai fini della riqualificazione del locale e di ricostruire fino a tardo ottocento tutta la vita storico-commerciale di questi locali». Da quel momento è iniziata una impegnativa collaborazione con la SOPRINTENDENZA per il restauro ed il recupero dei locali dove, oltretutto, indagini stratigrafiche avevano portato alla luce anche affreschi murari riconducibili a quelli delle facciate delle case in questione. Questi spazi», ricorda ancora Villardi, «sono costellati di reperti di varie epoche ed in essi si respirano la storia e le vite che si sono succedute negli anni, dalle antiche cantine con montacarichi e scale a chiocciola d'epoca ai soffitti affrescati del primo piano del periodo liberty d'inizio secolo. Un recupero importante, quello che abbiamo intrapreso», prosegue il giovane e appassionato Villardi. «con una buona dose di incoscienza e di passione, essendo nati e cresciuti a due passi dalla piazza e rilevando l'importanza di una locazione così centrale ed in continua ascesa, alla luce anche del suo recupero ed abbellimento negli ultimi anni, da riconsegnare ai veronesi come "salotto" di Verona».