Il Wwf è pronto ad una nuova mobilitazione. I lavori di sbancamento del depuratore dell'ex stabilimento saccarifero e la rimozione di una struttura che conteneva alcuni macchinari, con conseguente movimento terra, hanno fatto rizzare le orecchie all'architetto Pino Mazzetto, uno dei primi, assieme alla sezione rodigina del Wwf, a scendere in campo alcuni mesi fa per salvaguardare questa oasi naturale ai confini del Parco del Delta del Po. «Spero che l'operazione riguardi solo la zona in questione, quella del depuratore e della torretta dei macchinari. Se così non fosse, siamo pronti a scendere di nuovo in campo per salvaguardare quest'area unica». Proprio la sezione rodigina del Wwf, con Claudio Vallarini, a marzo aveva fatto da cassa di risonanza mobilitandosi per salvare la zona umida relativa alle ex vasche di decantazione dell'ex zuccherificio. L'area, circa 10 ettari, rischiava di essere bonificata nonostante un progetto del Comune di creare un vero e proprio parco di visitazione. Allo stato attuale offre riparo a varie specie pregiate. Il Wwf per questo motivo aveva chiesto un vincolo alla Sovrintendenza per i beni culturali ed il paesaggio e un intervento del ministero finalizzato alla creazione di un vincolo paesaggistico. «La zona - spiega Mazzetto - anche se di origine artificiale si è da tempo rinaturalizzata ed è un utile corridoio naturale per la fauna selvatica tra Po e Canalbianco. In particolare vi si possono riscontrare numerosi esempi di flora e di fauna. Sono presenti passeriformi e rapaci diurni nei periodi delle migrazioni, anfibi e rettili. Abbiamo anche un parere del Servizio forestale regionale del 15 febbraio che dichiara l'area sito di pregevole interesse naturalistico. Ed ancora, una relazione del Corpo forestale dello Stato, datata 8 gennaio, che segnala come le vasche abbiano sviluppato un insieme di elementi che le rendono degne d'interesse paesaggistico e naturalistico. In questa relazione si cita in modo particolare l'articolo 43 del Piano d'Area del Parco del Delta del Po, che vieta interventi di bonifica e movimenti terra che possano distruggere, danneggiare e modificare le zone umide e gli ambiti interessati dalla presenza di canneti. L'area si trova in trova in prossimità, circa 150 metri, dallo scolo Crespino, bene tutelato per legge, nonché in prossimità del Sic Delta del Po e del Zps Delta del Po. Non ci si devono dimenticare le direttive comunitarie per la protezione di animali come il Vespertilio, la Garzetta, l'Airone Bianco maggiore, il Tarabusino, il Martin Pescatore e la Testuggine palustre».
Nuovo allarme degli ambientalisti sull'area umida di località Gianola a Bottrighe.
Il Wwf ha espresso preoccupazione per la mobilitazione di lavori di sbancamento del depuratore dell'ex stabilimento saccarifero e la rimozione di una struttura che conteneva alcuni macchinari, con conseguente movimento terra, che potrebbe danneggiare l'area umida relativa alle ex vasche di decantazione dell'ex zuccherificio. L'area, circa 10 ettari, è un'area unica che offre riparo a varie specie pregiate e rischia di essere bonificata. Il Wwf ha chiesto un vincolo alla Sovrintendenza per i beni culturali ed il paesaggio e un intervento del ministero finalizzato alla creazione di un vincolo paesaggistico.
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