Una passeggiata di protesta in piazza del Popolo per ribadire il proprio "no" alla realizzazione del parcheggio del Pincio. Così, nella Roma deserta di Ferragosto, Carlo e Marina Ripa di Meana hanno deciso di riaccendere i riflettori sul "parking della discordia". Con una protesta che segue, a stretto giro, la bocciatura del progetto da parte della Commissione dei saggi voluta dal Comune. Pronta la replica da Cortina del sindaco Alemanno che, citando una sua dichiarazione del 23 aprile, ha aggiunto: «Sul parcheggio del Pincio abbiamo fatto quanto promesso. Personalmente guardo con molta simpatia alle iniziative prese da Carlo Ripa di Meana in difesa della terrazza che affaccia su piazza del Popolo, ma prima di decidere unamministrazione responsabile deve valutare tutti i punti di vista, compresi quelli di carattere economico rispetto al rischio di danno erariale». Una cautela, quella di Alemanno, che non piace però al presidente di Italia Nostra: «Continuo ad avere fiducia in lui per gli impegni che ha assunto durante e dopo la campagna elettorale anche se sta tergiversando un po troppo. Sebbene oggi disponga di una relazione molto esplicita e sia chiaro anche ai bimbi che il Pincio va salvato, da Cortina dice che bisogna pensare ai conti, alle rivalse. E io registro con turbamento questi tentennamenti». Da qui, il consiglio per Alemanno: «Il sindaco non deve preoccuparsi dei rischi erariali che potrebbe correre il Campidoglio se ferma i lavori perché può agire con la rescissione in danno del contratto alla ditta appaltatrice». Un suggerimento da «privati cittadini» che Carlo e Marina Ripa di Meana ribadiranno, documenti alla mano, nella conferenza stampa convocata da Italia Nostra il 24 agosto. Proprio quando lamministrazione capitolina dovrebbe sciogliere le riserve sul parking interrato. «Sventrare il Pincio è un crimine culturale», ha detto Carlo Ripa di Meana. Un crimine paragonabile a quello perpetrato nel 2001 a Bamiyan, nellAfghanistan centrale, quando il mullah Omar ordinò ai talebani di distruggere a cannonate due colossali statue del Buddha. «Qui - ha aggiunto Carlo - anche senza bocche di fuoco ma con le ruspe, il crimine sarebbe della stessa portata». E ancora: «Il Pincio è il colle più bello di Roma, lo sguardo più bello sulla città, non può e non sarà sventrato». Invece di investire nel mega-parcheggio multipiano sotterraneo da 726 posti auto, per Italia Nostra la priorità dovrebbe essere quella di «riportare dignità allunità complessiva di Villa Borghese, abbandonata oggi al degrado». Un obiettivo da raggiungere in ogni modo. Anche con uno sciopero della fame. Marina Ripa di Meana, convinta solo dal marito ad evitare di attraversare provocatoriamente a piedi la fontana di piazza del Popolo nel «Ferragosto di fuoco», si è detta pronta a digiunare e ad appellarsi al Papa «affinché intervenga con le sue preghiere per fermare lo scempio del Pincio».
ROMA - "Parcheggio Pincio, si rescinda il contratto"
Carlo e Marina Ripa di Meana hanno organizzato una passeggiata di protesta in piazza del Popolo per ribadire il proprio "no" alla realizzazione del parcheggio del Pincio. La protesta segue la bocciatura del progetto da parte della Commissione dei saggi voluta dal Comune. Il sindaco Alemanno ha replicato, citando una sua dichiarazione del 23 aprile, e ha espresso cautela sul progetto. Carlo Ripa di Meana ha ribadito che il Pincio è un crimine culturale e che non può essere sventrato. Ha anche chiesto alla priorità di riportare dignità all'unità complessiva di Villa Borghese.
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