Con il governo sarà un confronto duro: niente sconti, puntiamo a strappare tutte e dodici le materie Rimango della mia idea, andrebbero stabilite per legge, mi auguro che le decida il congresso Chi acquisterà Alitalia dovrà garantire alla compagnia un futuro internazionale competitivo senza rinunciare allo scalo varesino La Lombardia non può essere trattata come le regioni che accumulano debiti: le basi economiche vanno ridiscusse Il presidente della Regione: io e Penati abbiamo pensato alla sostanza dei problemi per lEsposizione del 2015 Presidente Roberto Formigoni, sulla governance dellExpo ammetterà che siete partiti con il piede sbagliato. «Con un passo lento, ma nella direzione giusta. Ho sempre sostenuto che un passo veloce ci avrebbe portato a sbagliare. LExpo è un evento unico, che va inventato come fatto culturale, politico e mediatico. È chiaro che qualche problema cè, ma limportante era stabilire una struttura societaria in grado di garantire la realizzazione migliore». Sta di fatto che per il veto del sindaco Letizia Moratti non avete ancora trovato una soluzione. «Non mi sembra un dramma se ci vorrà qualche settimana in più. In fondo siamo in agosto. Ormai sappiamo tutti che siamo vicini alla soluzione». È unimpressione o lei sembra andare più daccordo con Filippo Penati che con Letizia Moratti? «Da lombardi siamo abituati a trattare la sostanza dei problemi, ma non ci sono schemi di gioco prefissati. Si discute della sostanza dei problemi, senza nessun secondo fine allorizzonte». DallExpo alla sanità. Il governo garantisce la copertura dei ticket sanitari solo fino a giugno. Che cosa succederà dopo in Lombardia? «Cè un appuntamento già fissato per discutere col governo il nuovo patto della salute. Cè limpegno di tutte le regioni. È chiaro le basi economiche della sanità vanno ridiscusse. Non è più accettabile che regioni che spendono allegramente, accumulando debiti spaventosi, vengano trattate come quelle virtuose. Se si fa sul serio, ci sono tutte le condizioni per arrivare ad un accordo. La nostra posizione non è cambiata. Ne ho già parlato con il ministro Giulio Tremonti. Non accetteremo di pagare per le colpe degli altri. Del resto il governo presenterà ufficialmente il suo progetto sul federalismo il 12 settembre». A proposito di federalismo. Il governo non ha scelto il modello lombardo. «Limportante è che si cominci con qualche passo significativo. Sono consapevole che sarà un confronto serio e duro. Si può accettare una maggiore gradualità, ma solo se si prende la direzione giusta». Finora però tutti i governi, a prescindere dal loro orientamento, hanno impugnato le sue leggi. «Perché cè una fortissima anima centralista nel governo nazionale e nelle strutture dei ministeri. Che dimostra che il lavoro verso lautonomia va fatto con estrema determinazione». È veramente convinto di poter strappare tutte le 12 materie che ha chiesto? «E perché no. Dovrà essere il governo, eventualmente, a spiegarmi perché non lo ritiene possibile. Molte regioni a statuto speciale le hanno già. Non faremo sconti a nessuno». Lanno prossimo si voterà per la Provincia, il candidato del Pdl sarà il vicesindaco Riccardo De Corato? «Può essere un buon candidato, ma non è lunico». Il centrodestra avrà un candidato comune? «Spero in uno schieramento compatto. Altrimenti gli elettori non capirebbero e finiremmo per indebolirci da soli». Sarà veramente lei il candidato del centrodestra alle Regionali del 2010? «Cè un chiaro impegno di Silvio Berlusconi in questa direzione. Ma abbiamo ancora davanti un anno e mezzo». Malpensa: non rimpiange lex ministro Antonio Di Pietro? «No, ma è vero che settembre si avvicina. E coloro che si occupano di Alitalia dovranno mettere le carte sul tavolo. Sappiano che ci saranno dei sacrifici, ma i nuovi acquirenti dovranno garantire alla nuova compagnia un futuro internazionale competitivo senza rinunciare a Malpensa». Il piano di Sea, però, prescinde da Alitalia. «La società fa bene a muoversi in questo modo, ma mi auguro che non sia necessario». Tornando alla politica. Il Pdl nasce per aprire a nuove alleanze? «Che il Pdl nasca in Lombardia conferma che i processi politici importanti in Italia partono da qui. Non vale più il vecchio adagio che in Lombardia si lavora soltanto e si delega la politica agli altri. Il nuovo sarà un partito democratico aperto al confronto con unarea come quella che si riconosce nel Ppe». Il coordinatore nazionale azzurro Verdini e il suo vice Abelli hanno già bocciato la sua proposta delle primarie. «Non ho cambiato idea. Le primarie andrebbero stabilite per legge. Come le preferenze. Mi auguro che quando si riparlerà di legge elettorale la maturità del dibattito permetta di ristabilire questo meccanismo. E che il congresso di gennaio decida un nuovo metodo di consultazione della base anche in vista dei nuovi congressi locali». Tra qualche settimana Milano ospiterà le feste del Pd e del Pdl. Crede nella possibilità di una vera stagione del dialogo? «Ne sono convinto. Ben vengano i dibattiti bipartisan. Ma a patto che siano dibattiti veri. Dove ci si confronti su temi concreti e non astratti».
MILANO - "SullExpo la soluzione è vicina"
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha espresso le sue opinioni sull'attuale situazione politica e amministrativa in Lombardia. Ha affermato che il governo non ha scelto il modello lombardo per il federalismo e che il lavoro verso l'autonomia va fatto con estrema determinazione. Ha anche espresso la sua disapprovazione per la gestione della sanità regionale, affermando che le basi economiche della sanità devono essere ridiscusse. Formigoni ha anche parlato della situazione di Alitalia, affermando che i nuovi acquirenti dovranno garantire un futuro internazionale competitivo senza rinunciare a Malpensa.
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