OSTRA VETERE - Si è concluso il restauro degli affreschi del chiostro di San Francesco gravemente danneggiati dal raid vandalico della notte fra l'1 e il 2 maggio scorsi. Concordata dal Comune con la Soprintendenza di Urbino l'operazione, che ha interessato, oltre alla parte pittorica, anche le adiacenti strutture murarie e di supporto, ha consentito il ritorno alla piena fruibilità del monumento, raggiunto dall'incendio appiccato da ignoti a un contenitore per la raccolta della carta che gli addetti dell'ufficio postale avevano posizionato all'esterno del chiostro, perché fosse prelevato dagli addetti alla nettezza urbana. L'intenzionalità del gesto era documentata dal fatto che il cassonetto era stato spostato dall'autore (o dagli autori) all'interno del loggiato, tanto che le fiamme avevano attinto uno dei "medaglioni" dipinti che sono posizionati al di sopra delle colonne, fra una lunetta e l'altra, e che era stato pressoché interamente distrutto nel rogo. Fuoco e fumo avevano, inoltre, parzialmente danneggiato anche gli affreschi situati nelle lunette adiacenti. Il sindaco Massimo Bello aveva poi reso noti i risultati della prima quantificazione del danno (dopo il sopralluogo dei tecnici del Comune già la mattina dopo l'incendio). Bello aveva anche confermato l'attivazione dei contatti con la Soprintendenza di Urbino, e in particolare con la dottoressa Claudia Caldari, per arrivare al restauro dell'affresco e restituire quell'ala del chiostro allo stato originario possibilmente prima dell'estate. Il restauro si è effettivamente concluso in tempi celeri, e la parte dei decori murali raggiunta dalle fiamme è stata ripristinata. La figura di santo francescano contenuta nel medaglione risulta, ovviamente, recuperata per quanto è stato possibile, tenuto conto che il fuoco l'aveva intaccata in modo molto pesante, ma il lavoro ha comunque restituito alla comunità una porzione significativa del ciclo pittorico di un complesso monastico di notevole importanza (la tradizione, così come riportata nella "Historia d'Ostra e Monte Novo" dal memorialista Pietro Paolo Brunacci, vorrebbe la primitiva chiesa di San Francesco al Cerretano fondata addirittura dal Poverello di Assisi attorno al 1215 in una località adiacente al paese, e successivamente spostata entro le mura, con l'attiguo convento).