Il caso «Sol dell'Avvenire» e l'idea di una commissione «Pensavamo fosse un incidente di percorso. Speravamo che si trattasse di un abbaglio estivo. Invece il ministro Bondi sembrà realmente intenzionato a istituire una commissione ministeriale che valuti i progetti di film da un punto di vista specificamente etico o politico. Ci sembra un precedente grave, che rischia di diventare uno strumento per impedire il racconto di momenti sensibili, scomodi o dolorosi della storia del nostro paese». Lo afferma in una nota il movimento «Centoautori», che ha così preso posizione rispetto alla notizia, data martedì dal ministro Bondi - su cui ieri ironizzava Europa - della volontà di dare vita a una commissione per evitare casi come quello de Il sol dell'Avvenire, il film sulle Br di Gianfranco Pannone (tratto dal libro di Giovanni Fasanella e Alberto Franceschini) che - finanziato con fondi statali - è stato presentato al Festival di Locarno. Lo stesso Bondi aveva tentato, in extremis, di bloccarne la proiezione e ne era nata una polemica. «Noi crediamo - scrivono "Centoautori" - che il cinema viva della libertà e della possibilità di esplorare le zone d'ombra della nostra storia, senza che nessuno venga preventivamente a decretare l'inaccessibilità di fatti e episodi che la riguardano. C'è poi una questione di principio. La libertà di espressione non è limitata alla stampa. Se davvero si vuole istituire questa commissione, allora chiediamo al ministro Bondi di avere il coraggio di proporne l'istituzione anche in ogni redazione dei quotidiani e dei settimanali, nei Tg». «In fondo - si legge ancora nel comunicato - se il criterio è quello che dietro molti film c'è un finanziamento statale, l'editoria riceve centinaia di milioni l'anno di sostegno da parte dello Stato. Visto che in questi stessi giorni, il governo annuncia fortissimi tagli ai finanziamenti per la cultura e per il cinema, ci chiediamo se queste polemiche non siano solo strumentali». «Per questo - prosegue la nota - chiediamo un incontro quanto prima con il ministro Bondi». «In tutta Europa i governi, anche quelli di destra, riconoscono al cinema il suo valore di traino per l'immagine e l'economia, oltre che come insostituibile risorsa culturale del paese» Per i «Centoautori», «un paese è rappresentato da ciò che la propria cultura produce in modo libero e consapevole: in un momento finalmente molto favorevole per il nostro cinema, piuttosto che scegliere la strada della polemica, vorremmo che il ministro cominciasse a lavorare concretamente per questo settore strategico».
I Centoautori contro Bondi: no a censure preventive sul cinema
Il ministro Bondi ha annunciato la volontà di istituire una commissione ministeriale per valutare i progetti di film da un punto di vista etico o politico. Il movimento Centoautori ha preso posizione contro questa decisione, affermando che il cinema dovrebbe essere libero e che la libertà di espressione non è limitata alla stampa. I Centoautori chiedono un incontro con il ministro Bondi e sostengono che il governo dovrebbe riconoscere il valore del cinema come risorsa culturale e economica del paese. La decisione di Bondi è stata vista come un precedente grave che potrebbe impedire il racconto di momenti sensibili della storia del paese.
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