«Il Parco a tema sullAntica Roma cè già: abbiamo loriginale, non capisco perché dovremmo farne una copia». Il giorno dopo la presentazione da parte del vice sindaco Mauro Cutrufo del suo cavallo di battaglia per rilanciare il turismo romano, lassessore regionale Claudio Mancini si dice perplesso. Non solo, come già aveva accennato mercoledì, nel merito urbanistico ed economico del progetto, che verrà valutato solo quando il Comune farà la sua proposta a metà settembre, ma anche sulle motivazioni turistiche avanzate da Cutrufo. «Lobiettivo del Parco - spiega Mancini - sarebbe quello di incrementare di tre milioni le presenze di turisti che vengono a Roma grazie al prolungamento della loro permanenza di almeno una notte. Ma i dati forniti da Cutrufo da dove vengono? Dovremmo smetterla di valutare il turismo solo in termini quantitativi, e puntare invece sulla qualità dellofferta. E poi non si può prendere come metro di paragone lEurodisney di Parigi. Chi viene in Italia per qualche giorno solitamente fa il tour Roma-Firenze-Venezia. In Francia, invece, chi va a Parigi si ferma lì. E ha il tempo per visitare il parco di divertimenti». Un ragionamento ancor più evidente, secondo lassessore, se si parla di turisti provenienti dai paesi emergenti che arrivano in Europa per la prima volta e si fermano a Roma solo per un paio di notti per poi volare verso altre mete. «Il turista medio - prosegue Mancini - non rinuncerebbe certo a Venezia per un Parco a Roma. Mentre il turista di alto livello, quello che frequenta gli alberghi a 5 stelle, si aspetta unofferta culturale elevata. Va a caccia di musei, mostre, ottima gastronomia e prodotti del made in Italy». Lassessore regionale al Turismo è critico anche sui finanziamenti per la realizzazione del progetto: «La costruzione del Parco sarebbe tutta a carico di privati, ma la creazione di infrastrutture, i trasporti per esempio, peserebbe sulle casse dellamministrazione pubblica. In più, il Parco attrarrebbe risorse senza però riversarle su Roma: i turisti sarebbero ospiti negli alberghi del "centro divertimenti" e clienti delle grandi catene di ristorazione internazionali, sul modello di Eurodisney, che diventerebbero così gli unici beneficiari della nuova massa di visitatori». Il rischio, insomma, è di trasformare il Parco in una sorta di outlet estraneo alla città. Tuttaltra la ricetta di Mancini per combattere la crisi del turismo. «Anzitutto bisogna puntare sul Centro storico con nuovi servizi e trasporti migliori. Poi andrebbero valorizzati luoghi come Ostia Antica, lAppia e Villa Adriana. E utilizzate nuove tecnologie per la fruizione di monumenti e beni culturali e artistici della Capitale. Come è stato fatto, ad esempio, con lintervento in 3D di Piero Angela a Palazzo Valentini, la ricostruzione della Domus Romana e il "Rewind Rome", passeggiata virtuale nel Colosseo dei gladiatori». Ma Roma è anche altro. «Una città - dice Mancini - che racconta le sue stratificazioni storiche». Dedicarsi come priorità al Parco sulla Repubblica e lImpero romano - è, in sintesi, il pensiero dellassessore - nasconde il pericolo di tralasciare la realizzazione di infrastrutture necessarie al territorio. Dimenticandosi dei luoghi tradizionali, un "must" per i turisti. «Il rischio - conclude Mancini - è che a Roma si parli solo del Parco a tema per altri cinque anni».