FIRENZE Spinta con determinazione dalla Confindustria fiorentina (il presidente Giovanni Gentile la lanciò in occasione dellassemblea del 25 giugno scorso, alla presenza della leader nazionale Emma Marcegaglia), lidea di avere una legge speciale per il capoluogo toscano, come quelle esistenti per Roma e Venezia, è stata proposta dal Pdl nellultima campagna elettorale e sta cominciando a trovare consensi anche nel governo cittadino di centro-sinistra. «Ben venga la legge speciale per Firenze se, al dì là deì limiti teorici e pratici di uno strumento straordinario, porta risorse reali; se permette di far fronte allammodernamento necessario delle infrastrutture, se consente non solo di evitare tagli insostenibili alla cultura, ma anche di garantire servizi più efficienti», ha scritto alla cronacalocale del Corriere della Sera lassessore Graziano Cioni. La partita dunque si gioca tra lAmministrazione di Palazzo Vecchio e il Governo di Roma. Il confronto però non è partito bene. Il primo incontro del sindaco Leonardo Domenici con il ministro dei Beni culturali, il toscano Sandro Bondi, in calendario per il 31 luglio, è saltato: limprovviso rinvio sarebbe dovuto ai contrasti sul percorso della seconda linea della tramvia, quella che è previsto passi di fianco al Duomo. Il tavolo congiunto Firenze-Governo rischia di non partire perché Bondi vuole far cambiare ì progetti della tramvia e Domenici si oppone? Gli interessati smentiscono, ma il contrasto è reale e non sarà facile da superare (il centro-destra non vede con favore la tramvia nel centro storico). Tutto è rimandato a settembre, mobilità e legge speciale.