«Ma perché un ministro rilascia interviste a Grazia?». Se lo chiede Francesco Vezzoli. E subito viene da rispondere: già, e perché no? Prima, però, bisognerebbe spiegare a chi Vezzoli si sia riferito. Ma, soprattutto, bisognerebbe spiegare chi è Vezzoli. Non soccorrendo una ricerca su Internet (complice forse la fresca vittoria olimpica della quasi omonima Valentina Vezzali che monopolizza i risultati di Google), per rispondere a questa domanda sarà sufficiente riportare dalla Stampa - che alla vicenda ha dedicato ieri una intera pagina - che Vezzoli è «uno dei due artisti scelti a rappresentare lItalia allultima Biennale». Per Biennale, si intende ovviamente quella di Venezia dove Vezzoli ha esposto lopera "Democrazy". Ebbene, Vezzoli nel chiedersi come mai un ministro «rilascia interviste a Grazia», si riferiva a Sandro Bondi, ministro dei Beni Culturali. In quella intervista, tra le tante cose dette dal ministro, ce ne è una in particolare una che ha fatto sobbalzare sulla sedia qualcuno. «Faccio fatica - ha confessato Bondi al settimanale - a trovare segni di bellezza nellarte contemporanea». E già losservazione sarebbe sufficiente a sollevare un bel dibattito estivo. Ma cè dellaltro. Il ministro, infatti, ha candidamente aggiunto: «se visito una mostra faccio come molti, cioè fingo di capire. Ma, sinceramente, non capisco». Apriti cielo. Ora, le idee del ministro Bondi sullarte contemporanea si possono contestare con assoluta legittimità, la stessa legittimità con la quale, però, lo stesso ministro ha diritto di esprimerle. Ma sul punto non sembrano esserci dubbi. Qualche dubbio, invece, viene sollevato sul fatto che un ministro possa esprimere le proprie idee affidandole a un settimanale come Grazia. Ecco, forse Vezzoli avrebbe preferito un ministro che si esprimesse soltanto in qualche pensoso cenacolo, sussurrando le proprie meditate opinioni sulla pagina che poi saranno soltanto in pochi - magari una élite di iniziati - a leggere. Ci piacerebbe però segnalare che anche Grazia - vedi un po - ha un pubblico di lettori i quali non si capisce per quale ragione dovrebbero essere privati di una intervista come quella che contiene il passaggio incriminato. Ciò detto, rimane il sospetto di una punta di snobismo in quella risposta: «Ma perché un ministro rilascia interviste a Grazia?». Senza volersi nascondere dietro il ragionier Ugo Fantozzi costretto allennesima visione della Corazzata Potémkin ("Kotionkin", nel film), non riusciamo però a non chiederci: e perché no?