Trapani una fenditura sulla torre ottagonale. Una spaccatura profonda, poco visibile da lontano, chiarissima se solo ci si avvicina al castello. "Una crepa comparsa qualche mese fa e che si aggrava di settimana in settimana" , racconta Vito Callotta, vice presidente dell'associazione "Salviamo la Colombaia", nata nel 1993 per proteggere e valorizzare l'antica roccaforte del porto di Trapani."La Colombaia sta cadendo a pezzi" lancia l'ennesimo sos Callotta. Ma a scendere in campo per la "Signora solitaria", come è stata soprannominata la struttura monumentale, sono anche 6.500 cittadini che hanno firmato un appello a Regione, Comune, Provincia, Autorità portuale e Soprintendenza perché intervengano prima che sia troppo tardi. Già, perché la crepa non è l'ultimo segnale di cedimento, quello più grave ed evidente, ma all'interno il castello è alla rovina: pareti crollate, tetti distrutti, scritte di vandali, gli affreschi e l'altare in marmo Della cappella, depredati. Persino dell'impianto di illuminazione, "dono" dell'America's Cup di tre anni fa, rimane ben poco. Distrutto dai vandali. Senza pietà. La torre ottagonale della roccaforte mostra una crepa profonda. Sos da un'Associazione. I danni sono tanti come i furti che dal 1965, da quando cioè la Colombaia ha smesso di essere un carcere, sono andati Avanti senza soluzione di continuità. "La prima cosa che è scomparsa sono le porte ottocentesche di legno massiccio delle celle. Non ne è rimasta neppure una", racconta Callotta che di questo castello conosce ogni centimetro quadrato. Ma le foto scattate testimoniano altri scempi come il tentativo di furto di un antico stemma, quello del Viceré spagnolo Fernandez Pacheco. Il furto non è andato a buon fine, però il volto di un putto scolpito è stato irreparabilmente sfigurato. Ma qual è il valore di questo castello? Secondo il Consiglio Nazionale di Italia Nostra, che qualche mese fa ha raccolto l'appello dell'associazione, "si tratta di un'opera monumentale simbolo stesso della città di trapani, assieme ai suoi mulini, alle cinque torri dello stemma della città e alla torre di Ligny". Già, le cinque torri. Dalla Colombaia, la più alta raffigurata nello stemma, si vedevano tutte. Ed era qui che, secondo una leggenda, i colombi partivano per consegnare i messaggi a chi presidiava le altre torri. Un'altra vuole che il castello si chiami così in onore delle colombe sacre a Venere, adorata sul Monte Erice. Un'altra ancora che, dopo l'assedio dei romani, la torre fosse abbandonata e diventata nido di colombi. Una cosa è certa: il nucleo originario del castello è antichissimo. Alcuni storici lo fanno risalire addirittura al 48 avanti Cristo, quando i trapanesi si allearono con i Cartaginesi nella guerra contro i Greci, costruendo lì una torre-faro: Nei secoli il faro è diventato una fortezza, e alla struttura originaria se ne sono aggiunte di nuove a opera di Cartaginesi e Romani, di Aragonesi e Spagnoli. E così avanti nei secoli fino al 1849, quando la Colombaia iniziò ad essere usata come carcere per i trapanesi che si erano ribellati alla dominazione borbonica. Destinazione che mantenne per oltre un secolo. Ma è a questo punto, nel 1965, che la vita della Colombaia si ferma e comincia la sua rovina. Già, perché la "signora" che aveva resistito ai secoli, a guerre e passaggi di denominazioni, viene abbandonata a se stessa e alle storture della burocrazia moderna. Legalmente il castello è oggi nelle mani del Ministero per le infrastrutture e in gestione a un ente, l'Autorità portuale, messo in liquidazione. Da anni l'associazione "Salviamo la Colombaia" che chiede di recuperare e valorizzare la struttura e i magazzini, enormi che si estendono seguendo la lingua dell'isola Peliade, per realizzare un polo turistico-culturale. Un'idea che in altre città e persino a pochi chilometri di distanza, come a Castellammare del Golfo (dove il Comune ha realizzato nel proprio castello un centro culturale e museale dedicato al Mediterraneo), è diventata realtà ma che a Trapani sembra non potersi realizzare. Già, perché per rendere tutto ciò possibile la Colombaia dovrebbe passare dal Demanio al Comune. A quel punto la Soprintendenza ai beni culturali potrebbe intervenire con una seria opera di restauro. Ma l'iter avviato ufficialmente nel 2002 sembra non volersi concludere mai.."Prima c'erano stati problemi con la Regione che reclamava a sé il bene spiega l'ufficio stampa del comune Poi, arrivato il placet della Regione è sopraggiunto un nuovo intoppo all'Autorità portuale che stata messa in liquidazione. Così resta tutto fermo, nonostante i solleciti fatti dal Sindaco. L'ultimo un mese fa. "Il fatto dice Vito Marino, edicolante e componente dell'associazione è che recuperare la Colombaia richiede molte risorse, e questo forse frena gli entusiasmi. Non si comprende che con un progetto serio la Colombaia può diventare un luogo di attrazione turistico-culturale e un'occasione per nuovi posti di lavoro" Nel tentativo di rubare un antico stemma è stato sfigurato il volto di un putto scolpito. Ma tant'è, in questi anni le ipotesi sul futuro del Castello sono sulla carta. Si era pensato a un project financing, o a un restauro sfruttando i proventi del lotto Destinati ai beni culturali. Fino a oggi, però, gli unici interventi di recupero della Colombaia sono stati eseguiti con fondi privati. "Nel '98 fummo noi a promuovere una colletta per l'illuminazione dive il segretario della Lega navale Valentino Perricone mentre l'unico intervento strutturale (realizzato sulla torre dove ora si è aperta la crepa, ndr) risale invece al 2002. Un progetto di circa 800 milioni di lire finanziato dalla Banca del Popolo". E adesso uale sarà la sorte del Castello? Nelle ultime settimane si sono mossi in tanti per la Colombaia: da Legambiente, che l'ha inserita nel circuito di Salvalarte 2008, a Livio Marrocco, neo-deputato regionale del PdL, che ha annunciato la presentazione di uu disegno di legge per la tutela del sito. Su iniziativa dell'associazione Salviamo la Colombaia, inoltre, è stato approntato uno schema di protocollo d'intesa per l'apertura di un tavolo tecnico permanente tra Comune, Autorità portuale, provincia e Soprintendenza. Ma ferragosto è vicino. Molti uffici funzionano a singhiozzo. La politica sta per andare in vacanza. Così alla Colombaia non resta che aspettare. Ancora affascinante ma già "troppo decadente", hanno fatto sapere dal Comitato UNESCO, per potere essere considerata "patrimonio dell'umanità. La scheda Scenario di misteri e nido d'amore tra soldati, sovrani, regine e prigionieri OLTRE che un luogo storico, la Colombaia è un castello pieno di misteri. L'ultimo è stato svelato una decina di anni fa da due giovani architetti trapanesi, Giuseppe Maltese e Andrea D'Amico, che, stilando la tesi di laurea proprio sulla Colombaia, scoprirono che all'indomani della chiusura del carcere un'intera ala del castello venne murata. Ma nei secoli, oltre che al baluardo di difesa, la fortezza fu anche usata come luogo d'amore. Nel 1360ospitò la regina Costanza di Castiglia che doveva andare in sposa a Federico III; nel 1408 venne ampliata dare Martino, che fece costruire un pontile per l'arrivo della sua sposa Maria. (g.s.)
la Repubblica
12 Agosto 2008
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GI
Gioia Sgarlata
la Repubblica
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Bene culturale
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