Il Partito dei comunisti italiani ha inviato una lettera al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e al sottosegretario Roberto Menia, per chiedere il commissariamento dell'Ente Parco. La richiesta muove sostanzialmente dalla constatazione che «l'ente parco è stato sfiduciato e delegittimato dalle istituzioni (Comune, Provincia e Regione) che hanno oramai constatato la necessità di un nuovo metodo di gestione e scelta del cda basati su reali competenze e professionalità con il coinvolgimento delle istituzioni con potere decisionale delle nomine». Dopo aver ricordato che «in questi 12 anni di vita il Parco non ha prodotto nessun tipo di beneficio per la comunità e ha ostacolato l'attività e la ripresa economica e sociale attuando inutili vincoli, abusi di potere e provvedimenti arroganti e impopolari ai danni della popolazione locale e dei potenziali turisti, che le nomine dei membri del consiglio di amministrazione sono frutto di lottizzazioni politiche», i comunisti chiedono al ministro di attuare il commissariamento. L'obiettivo: «Fine delle lottizzazioni delle nomine dei presidenti da Roma, ma solo nomine rappresentative locali tramite decisioni del consiglio comunale e regionale, unici enti legittimati a rappresentare il territorio perché eletti dal voto popolare. Gestione regionalizzata dell'ente più vicina alle esigenze del territorio e fine delle nomine ministeriali calate dall'alto. Nomina a presidente del parco il sindaco pro tempore di La Maddalena, visto la specificità dell'ente. Rispetto della volontà popolare che potrà esprimersi tramite consultazione popolare entro il prossimo autunno sull'attuale metodo di gestione ed esistenza dell'ente parco. Una conferenza di servizi tra Comune di La Maddalena, la provincia Gallura, la Regione Sardegna e il governo per decidere l'attuazione delle modifiche auspicate».