La commissione di saggi voluta dal Comune critica il progetto del parcheggio del Pincio: a rischio «la salvaguardia della qualità paesaggistica e storico monumentale del sito. Può creare danni irreversibili». Sotto accusa le rampe daccesso, le griglie per lareazione, limpatto dei gas di scarico e le ripercussioni sul traffico. Per tutelare le ultime scoperte archeologiche i saggi suggeriscono varianti. Alemanno prende tempo ma non esclude un cambiamento del progetto. Ma lex assessore allurbanistica Robert Morassut attacca: «Il blocco della realizzazione di quel parcheggio è una decisione gravissima e sbagliata». Per I cinque "saggi" chiamati dal Comune a dare un parere sulla realizzazione del parcheggio interrato del Pincio lopera può danneggiare «la salvaguardia paesaggistica e storico ambientale del sito» e «alterarne le condizioni di vivibilità». Così il professor Adriano La Regina, la dottoressa Marina Mattei, il professor Giorgio Muratore, lingegnere Francesco Rossi e larchitetto Amedeo Schiattarella. Alemanno incassa il loro giudizio e non esclude di gettare il progetto alle ortiche. Ma per lex assessore allurbanistica, Roberto Morassut, bloccare il progetto sarebbe «gravissimo e sbagliato». Secondo la relazione dei saggi consegnata al Campidoglio «la realizzazione della cospicua struttura comporta la demolizione e la ricostruzione di unampia porzione, in pratica tutta larea centrale, del celebre piazzale panoramico», ridotto a «piano di copertura di una struttura funzionalmente e tecnologicamente molto complessa», che «potrebbe compromettere in modo irreversibile il valore storico e la qualità estetico ambientale dei luoghi interessati». Mancano, secondo gli esperti, studi sullimpatto dei gas di scarico delle auto, un progetto sul riassetto del traffico, mentre le rampe di accesso, così come i grigliati di areazione, alterano la bellezza del Pincio. Quanto ai reperti archeologici, le ultime scoperte possono convivere col parcheggio ma con delle varianti: non dovrà essere comunque di sette piani e dovrà essere spostato più verso Trinità dei Monti. Dal rapporto dei saggi, secondo il sindaco Alemanno, «emerge una forte spinta a modificare il progetto, mentre su una eventuale revoca vanno valutati anche i costi economici. Prenderemo una decisione definitiva entro la fine del mese». E se per Carlo Ripa di Meana «è il momento di pensare al beneficio che il salvataggio del Pincio porterebbe a Roma e allumanità», per lex assessore allUrbanistica Roberto Morassut leventuale cancellazione del parcheggio «sarebbe una decisione gravissima e sbagliata. Si rinuncia a realizzare unopera che avrebbe permesso di togliere le auto dal Tridente e di pedonalizzare unarea così importante. Mi auguro che la commissione, il cui orientamento sembrava diverso fino a pochi giorni fa, abbia potuto lavorare in piena autonomia. Ma in ogni caso il blocco del progetto conferma che la giunta Alemanno è priva di un proprio progetto culturale per la città. I cittadini hanno eletto un sindaco e non una commissione di saggi: Alemanno compia le sue scelte e ne risponda direttamente ai romani, non si trinceri dietro pareri di altri. Questa giunta vivacchia sotto il segno dellimmobilismo e i cittadini se ne stanno accorgendo». Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, invece ribadisce «la nostra più radicale contrarietà per quel progetto, che se realizzato, sconvolgerebbe lassetto paesaggistico di una delle zone di maggiori pregio di Roma».
ROMA - Parking al Pincio, il verdetto dei saggi: "Può creare danni irreversibili"
La commissione di saggi voluta dal Comune ha criticato il progetto del parcheggio del Pincio, che potrebbe danneggiare la qualità paesaggistica e storico monumentale del sito. I saggi hanno suggerito varianti per tutelare le ultime scoperte archeologiche. Il sindaco Alemanno ha preso tempo per valutare il progetto, ma non esclude un cambiamento. L'assessore all'urbanistica Roberto Morassut ha attaccato la decisione, considerandala gravissima e sbagliata. La commissione ha criticato la realizzazione della struttura, che potrebbe compromettere il valore storico e la qualità estetica del luogo. I saggi hanno anche sollevato preoccupazioni sui gas di scarico, il traffico e le rampe di accesso.
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