ISOLA COMACINA (Como) - Le ville dellIsola Comacina, oggi terra di nessuno, in primavera torneranno a essere el buen ritiro degli artisti. Nate dal genio di Pietro Lingeri, che le progettò nel 1939 ispirandosi alla casa per le vacanze costruita da Le Corbusier a Les Mathes (Francia), le tre «Case dellarte» accoglieranno pittori e pensatori fiamminghi, valloni e italiani come era desiderio di re Alberto I del Belgio quando, nel 1g2o, decise di donare lunica isola del lago di Como a Brera. Così, mentre lAccademia ha ceduto la gestione della Comacina al Comune di Ossuccio, sarebbero già un centinaio i maestri segnalati dallambasciata belga per far rivivere lIsola dellarte. Lo conferma il primo cittadino, Massimo Castelli, sventolando laccordo raggiunto con i vertici dellAccademia e i rappresentanti del governo belga. «Dopo 88 anni Ossuccio gestirà direttamente lIsola Comacina - sottolinea -. A settembre inizieranno i lavori di restauro degli edifici. Unoperazione di lifting da 2 milioni e 250mila euro finanziati dal Pirellone e dal Comune. Entro la primavera del 2008 gli artisti potranno di nuovo trovare ispirazione sul promontorio con cavalletti, tele e pennelli». Ma non rinasceranno solo le case dartista. Il maquiillage riguarderà tutta la Comacina, ad iniziare dalla basilica di San Giovanni e dei reperti archeologici conservati in municipio che verranno ordinati e messi in mostra in un Museo. «Ossuccio e la Comacina diventeranno capitali dellarte sul Lario - non ha dubbi Castelli, che la mattina fa il vigile per lunione dei comuni della Tramezzina e il pomeriggio, tolti il berretto e la divisa, indossa la fascia tricolore -. Laccordo con Brera prevede la gestione dellIsola e la valorizzazione dei reperti archeologici e delle basiliche. Quindi le case di Lingeri sono solo il primo passo per far rivivere lantico spirito, artistico». Aspettando i maestri fiamminghi, spariti ormai da più di trentanni, le case-studio di Lingeri sono ancora in balia del degrado, coperte da foreste di menta selvatica e dalle scritte dei vandali. «Non si può negare levidenza - scuote la testa il sindaco -. Ma la responsabilità era di Brera. Le case saranno agibili entro pochi mesi. Labbandono degli ultimi anni ha provocato seri problemi ai tetti, mentre gli interni verranno recuperati seguendo i progetti originali di inizio 900». Potenza dellarte e del fascino di uno dei punti più suggestivi del Lario che in passato ha dovuto fare i conti anche con la scomunica di Vidulfo, vescovo di Como al tempo della guerra dei dieci anni con Milano, che impedì a chiunque di abitare sullisola: «Non suoneranno più le campane, non si metterà pietra su pietra, nessuno vi farà mai più loste, pena la morte violenta». Era il 1127 e da allora nessuno, a parte gli artisti ospitati nelle case di Lingeri, è più tornato ad abitare, sullisola. Continua Castelli: «Ma quale maledizione. Il destino dellisola potrà essere solo uno: tornare ad essere il punto di riferimento per i pittori deuropa, la casa dove trovare quiete e tranquillità per alimentare il genio creativo. Lambasciata belga ci ha comunicato di avere pronta una lista di maestri. Altrettanto farà Brera una volta terminati i restauri. Adesso è solo questione di mesi e poi la Comacina conoscerà un nuovo Rinascimento». A dispetto della maledizione di Vidulfo e della scomunica.