In questa sua dichiarazione il ministro per la cultura Bondi ammette di far fatica a trovare segni di bellezza nellarte contemporanea e aggiunge con onestà di far finta di capire quando visita le mostre anche se non ci capisce niente. Ma la sua idea di bellezza è legata a quella di un non ben definita «spiritualità», ormai secondo lui assente nellepoca in cui viviamo. Si comprende che una persona come lui che ha abbracciato con tanto entusiasmo la dimensione politica, ideologica, culturale e «spirituale» di Berlusconi abbia qualche difficoltà a capire cosa è la complessità e problematicità della vera ricerca culturale attuale non solo nellarte, e si copra le spalle riesumando i cascami di una estetica spiritualista. Larte contemporanea ha sicuramente molti aspetti negativi legati a distorisioni mercantilistiche, a furbe strategie esibizionistiche e falsamente provocatorie, a snobismi di moda, ma quando è di qualità ha unenergia autentica in presa diretta con le contraddizioni della realtà e con i valori veri in formazione. La buona arte non cerca «la bellezza» ma fa emergere questioni etiche ed estetiche autentiche e dunque spesso scomode. Per molti è meglio non sforzarsi di capire. Bondi che è intelligente cerchi di fare uno sforzo.