Viviamo in unepoca priva di spiritualità e, dunque, di bellezza. Come ministro sono determinato a custodire e conservare tutto il valore artistico che ci viene dal passato. Ma vorrei anche riuscire a promuovere e sostenere nuovi artisti. Faccio fatica a trovare segni di bellezza nellarte contemporanea: se visito una mostra faccio come molti, cioè fingo di capire. Ma, sinceramente, non capisco». Lo afferma il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi in unintervista sul settimanale Grazia oggi in edicola. Le sue parole ricordano molto latteggiamento naif di Alberto Sordi in visita alla Biennale di Venezia nel film Le vacanze intelligenti di 30 anni fa. Come reagisce il mondo dellarte contemporanea alle parole del ministro? «Sembra che Bondi si sia addormentato nel 1895, quando fu inaugurata la prima Biennale e si sia svegliato nel 2008», risponde Francesco Bonami, già direttore della manifestazione lagunare e curatore di Italics, la mostra sullarte italiana degli ultimi cinquantanni che aprirà tra poco più di un mese i battenti a Palazzo Grassi. «Larte contemporanea - prosegue - è una parte imprescindibile della realtà complessa di oggi e usa linguaggi che esprimono questa complessità. Non la si può riportare a un concetto antiquato di bellezza, sarebbe come voler tornare nei trasporti alla carrozza a cavalli». Sorpreso si dichiara il gallerista Alfonso Artiaco, presente con i suoi artisti alle più prestigiose fiere internazionali da Art Basel ad Arco: «Non mi sarei mai aspettato dal mio ministro parole del genere, in questo modo mostra di non comprendere la società in cui viviamo. E drammatico poi che ammetta di fingere di capire. Non riesco a immaginare un ministro ai beni culturali francese o spagnolo che faccia lo stesso. LItalia continua a non avere un sistema dellarte degno di questo nome, e chi come me cerca di impegnarsi in questo senso si sente dopo episodi del genere ancora più solo». Daccordo con Bondi è invece il criticoe conduttore televisivo Philippe Daverio: «Il ministro ha ragione e dice quello che pensa la maggior parte delle persone. Io in tv spiego che quando lartecontemporanea è viva, penso ad artisti come Beuys o Kounellis, è anche comprensibile. Ma in molti casi è una bufala, che alimenta solo un giro autoreferenziale di critici e di laureati dalla laurea breve che si vestono di nero per andare alle inaugurazioni». Non basta: «Il ministro è intelligente perché ha capito che un fatto artistico è sempre ancorato alle sue radici storiche, anche se le vuole distruggere come faceva il futurismo. Certo bisognerebbe spiegargli che dopo SantAgostino cè stato San Francesco e non esiste solo la bellezza ma anche il pathos. Però è un creativo, lasciamolo lavorare». Disposto a spiegare a Bondi tutto quel che cè da spiegare è Michelangelo Pistoletto, uno dei maggiori artisti italiani contemporanei, che non si sente assolutamente sotto accusa: «Forse è la critica a volte a non essere sufficientemente chiara. In due o tre ore potrei far capire al ministro come la modernità abbia influito anche sulla dimensione spirituale a cui lui sembra tener tanto. Se per secoli il rapporto tra arte e religione è stato raccontato dagli artisti attraverso figure "comprensibili", nelletà moderna la spiritualità viene in qualche modo assorbita dalla soggettività dellartista, che la esprime alla sua maniera. Non più un discorso collettivo, ma individuale». «Mi sembra quella del ministro una dichiarazione di modestia, bene accetta», dice Andrea Bellini, direttore di Artissima, la fiera torinese dove è possibile avere il termometro delle ultime tendenze nel campo del contemporaneo. «Credo però - aggiunge - che Bondi sbagli quando cerca nellarte contemporanea la bellezza. Di quale bellezza poi stiamo parlando? Di quella di Prassitele o di quella di Caravaggio? La bellezza è un concetto che si è evoluto nel tempo. Per comprendere larte di oggi bisogna averne frequentazione e mi aspetto che il ministro aiuti ad andare in questa direzione. In Italia ad esempio a differenza della Francia sono più i privati, le Regioni o i Comuni, penso a Torino, che non il governo centrale a lavorare perché si conosca e si apprezzi larte contemporanea».
MINISTRO - Bondi: Non capisco larte contemporanea
Il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi ha espresso la sua insoddisfazione per l'arte contemporanea, affermando di non capire e di fingere di capire. Il mondo dell'arte contemporanea ha risposto con critiche, con alcuni artisti e critici che hanno definito le sue parole "naif" e "antiquate". Alcuni hanno anche accusato il ministro di non comprendere la società in cui vive. Tuttavia, altri hanno difeso le sue parole, affermando che il ministro ha ragione e che la bellezza è un concetto che si è evoluto nel tempo. Alcuni hanno anche suggerito che il ministro debba essere spiegato come la modernità abbia influenzato la dimensione spirituale dell'arte.
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