Le carte sembrano tutte a posto. Cè il regolare nulla osta della Soprintendenza ai Beni Architettonici diretta da Sabina Ferrari rilasciato nel maggio del 2007 che autorizza «le opere necessarie per le buona conservazione del monumento», il cinquecentesco Palazzo Albergati di via Saragozza, che però non si è conservato per niente. Cè una sola prescrizione nellatto di autorizzazione, quella che prima di cominciare i lavori vengano prelevati «campioni di intonaco e di tinteggiatura da sottoporre alla Soprintendenza». Solo questa preoccupazione storico-estetica, in risposta alla lettera dellarchitetto-progettista del marzo precedente che, per conto dei proprietari Bersani, ha aperto e seguito la pratica di «manutenzione straordinaria del coperto e di manutenzione ordinaria della facciata interna» del palazzo semidistrutto dal fuoco venerdì pomeriggio e che sollecitava tale risposta dal gennaio precedente. Anche le carte del Comune sembrano tutte a posto. Lufficio Lavori Pubblici autorizza ed è preoccupato soprattutto di preservare la pubblica incolumità a causa dei ponteggi che devono essere installati. Ma ora le carte dovranno essere studiate dal procuratore reggente Luigi Persico, che ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone, compreso larchitetto progettista. La Soprintendenza spiega che non doveva preoccuparsi delle misure antincendio. «Credo che il problema della sicurezza attenga alla esecuzione dei lavori della ditta chiamati a svolgerli - spiega Carla Di Francesco, Soprintendente regionale - la Soprintendenza non è tenuta a questo tipo di controlli, nemmeno dal punto di vista urbanistico, che attengono al Comune. Sarebbe paradossale che ci occupassimo di questo. La sfera della sicurezza riguarda la ditta». Ora la Procura dovrà valutare se questa ditta individuale dellartigiano Mauro Santi fosse adeguata per svolgere un tipo di lavoro in un palazzo di quel valore. Un problema sollevato ieri dallavvocatessa Daniela Di Francia, che ha avuto lo studio distrutto dalle fiamme: «Gli stessi proprietari hanno ammesso davanti ad alcuni di noi che la ditta scelta non era forse la più indicata», ha detto lavvocatessa, che ha perduto migliaia di pratiche «ma sono disposta a lavorare fino alle due di notte per rispondere alle esigenze di tutti i miei clienti». Il procuratore Persico affiderà al chimico Onelio Morselli e a un ingegnere una perizia sullorigine dellincendio, causato molto probabilmente non da una scintilla ma dalle alte temperature.