Un documento breve, più o meno tre cartelle e suddiviso in tre parti, che pur senza prendere una decisione netta contiene di fatto un sostanziale via libera, nellaria ormai da una ventina di giorni come più volte anticipato su queste pagine, alla contestatissima opera pubblica, allepoca fortemente voluta dal sindaco Walter Veltroni. Tra i cinque saggi, il presidente dellordine degli architetti Amedeo Schiattarella, che confermala notizia della consegna ad Alemanno, ma preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione: «La relazione è stata consegnata al sindaco in maniera riservata - le sue parole - ma non intendo fare commenti fino a quando il contenuto non sarà reso pubblico». Sul sì però la commissione si è spaccata, con lo storico dellarchitettura Giorgio Muratore che contestualmente al documento collettivo, che pure ha formato insieme agli altri, ha inviato ad Alemanno, sempre venerdì, una «memoria aggiuntiva». «Solo per spirito di collaborazione con lamministrazione - ha spiegato il professore - ho fin qui aderito ripromettendomi peraltro, se le cose allinterno della Commissione non potranno chiarirsi al più presto, di prenderne ufficialmente le distanze (in buona sostanza e a malincuore, non vedo, purtroppo, alternativa alle mie eventuali dimissioni), al fine della tutela e della salvaguardia di uno dei tesori più preziosi della nostra capitale e anche della mia onorabilità scientifica e professionale». Per il futuro parking sotterraneo, lavoro osteggiato, oltre che da Italia Nostra, anche dal gotha dellintellighenzia (in gran parte di sinistra) - urbanisti, storici dellarte e architetti, tra i quali anche il presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali, Salvatore Settis - non è comunque detta lultima parola (che spetta al sindaco, o alla magistratura, visto che sullintera questione - appalto, permessi ecc - sta indagando il pm Paolo Ferri). La stessa commissione di saggi comunque, solo dopo la relazione finale del soprintendente allarcheologia Angelo Bottini sui ritrovamenti effettuati, pare stilerà un suo parere definitivo. Intanto sul «sì» al prosieguo del cantiere contenuto nella relazione («sì», stando alle indiscrezioni, voluto soprattutto da Schiattarella e dal collega «saggio» Duilio Rossi, presidente dellordine degli ingegneri) si spacca anche la politica, compreso quel centrodestra che per anni si è opposto allopera quando era allopposizione in Campidoglio. Diverse in particolar modo le posizioni allinterno dellala Forza Italia del Pdl. Al «sì» ai lavori, annunciato a sorpresa su queste pagine dal sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, avevano fatto seguito le critiche del collega Fabrizio Cicchetto, che dei deputati del Pdl è presidente. Cicchetto nelle ultime ore è tornato sul tema, giudicando «inquietanti» quelle che fino a ieri erano indiscrezioni sulla fattibilità di unopera targata Veltroni e da più fronti considerata scandalosa oltre che apertamente osteggiata dallo stesso Alemanno in campagna elettorale. Contraria al parking anche la deputata Beatrice Lorenzin, ex consigliera capitolina: «Al di là delle questioni archeologiche e ambientali - ha spiegato - rimaniamo ancora scettici sullopportunità di unopera così invasiva. Negli scorsi anni abbiamo più volte contestato la decisone della giunta Veltroni di realizzare unopera che non solo non soddisfa la bulimica fame di parcheggi della Capitale, ma che distoglie anche risorse dallesigenza di un restyling di tutta larea del Pincio e di Villa Borghese».
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Il documento breve, suddiviso in tre parti, contiene una via libera all'opera pubblica voluta dal sindaco Walter Veltroni. Il presidente dell'ordine degli architetti Amedeo Schiattarella conferma la consegna della relazione al sindaco, ma non fa commenti. Il saggio storico Giorgio Muratore ha inviato una memoria aggiuntiva al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, esprimendo le sue riserve sull'opera. Il futuro del cantiere è incerto, con la commissione di saggi che attende la relazione finale del soprintendente all'archeologia. La politica si è spaccata, con il centrodestra che ha cambiato posizione e il Pdl che ha criticato le indiscrezioni sulla fattibilità dell'opera.
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