La tutela del patrimonio ambientale resta una priorità per la Regione. E anche se la conservatoria delle coste sia per il momento uno strumento senza portafoglio, le intenzioni restano meritorie. Buono il fine, pochi i mezzi disponibili. Tuttavia, in virtù delle sue prerogative ha avviato una campagna di sensibilizzazione per la salvaguardia delle coste sarde, da realizzare in collaborazione con le associazioni ambientaliste operanti sul territorio regionale: Legambiente, Italia nostra, Amici della Terra, Wwf. A partire da domani, sulle spiagge di mezza Isola saranno diffuse brochure informative "Dedicato a chi ama il mare" e distribuiti i "mozzichini", piccoli, forse troppo piccoli, posacenere da spiaggia. A meno che, come è stato sottolineato scherzosamente l'obiettivo non sia anche quello di scoraggiare i fumatori accaniti. In realtà è più ipotizzare che, una volta riempito con due o tre mozziconi il contenitore, il resto venga buttato via. E chi non lo farebbe, non lo farebbe a prescindere da "mozzichino". Ma questo è solo un aspetto. Istituita lo scorso anno, la Conservatoria delle coste della Sardegna non si occuperà solo di promozione e comunicazione: è già stata annunciata la pubblicazione del bando per l'acquisizione di aree costiere da tutelare. Qui arrivano le note dolenti. La disponibilità finanziaria dell'Agenzia sono davvero irrisorie: appena mezzo milione di euro per il 2008 che l'assessore all'ambiente Cicito Morittu conta di raddoppiare per il 2009. E infatti, «l'avviso pubblico sarà utile per la prima ricognizione: significa invitare, attraverso un accordo bonario, i proprietari alla cessione di zone a rischio degrado o minacciate da pressioni urbanistiche o commerciali», ha spiegato Morittu. A questo proposito, secondo l'assessore all'ambiente, le aree più esposte risulterebbero quelle dell'oristanese e Alghero. «Il nostro interesse è mettere in sicurezza le aree costiere più sottoposte a maggior rischio». Il bando, insomma, sarà il primo passo per sondare la disponibilità del mercato alla contrattazione. «Laddove però si evidenziassero minacce per la tutela dell'area», ha precisato Morittu, «potremmo procedere anche a forme di esproprio, giustificate da un superiore interesse pubblico indirizzato alla tutela». La Conservatoria può gestire i beni immobili costieri di rilevante interesse paesaggistico e ambientale che fanno già parte del patrimonio e del demanio regionale, ma anche acquisire i territori costieri dall'equilibrio ecologico più fragile o a rischio di degrado e compromissione, sia attraverso accordi con Amministrazioni statali o locali o Enti pubblici, sia mediante donazioni, acquisti attraverso sottoscrizioni pubbliche, permute con privati. Dopo l'acquisizione, la Conservatoria potrà attuare i lavori di ripristino naturale delle aree denominate "Aree di Conservazione Costiera" e poi predisporre i piani di gestione, la cui cura potrà essere successivamente affidata agli Enti locali, a cooperative, società di servizi o associazioni ambientaliste che dovranno, comunque, assicurare l'accesso al pubblico.
Al via la campagna salva-coste la Conservatoria regionale punta ad acquisire le aree da tutelare
La Regione Sarda ha avviato una campagna di sensibilizzazione per la salvaguardia delle coste sarde, in collaborazione con associazioni ambientaliste. Saranno distribuite brochure informative e "mozzichini" da spiaggia. La Conservatoria delle coste della Sardegna ha annunciato la pubblicazione del bando per l'acquisizione di aree costiere da tutelare, con una disponibilità finanziaria irrisoria (mezzo milione di euro per il 2008). L'obiettivo è mettere in sicurezza le aree costiere più sottoposte a maggior rischio, come quelle dell'oristanese e Alghero.
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