CATTEDRALE - LA polemica sui lavori. L'esperto Bruno Zanardi restauratore di Giotto critica anche Italia Nostra «Dicono di avere recuperato al Duomo di Lanfranco la pietra originale? Non sanno neppure quel che dicono, ma non mi stupisco perché il mondo del restauro non è regolamentato, non c'è formazione e tutti possono dire e fare tutto in assoluta libertà. Si fa spesso sulle manutenzioni un discorso di tipo estetico, dunque anche Italia Nostra e il suo presidente Giovanni Losavio con le loro denunce lasciano il tempo che trovano». Ne ha un po' per tutti Bruno Zanardi, uno dei più noti restauratori italiani. Zanardi nel corso della sua attività professionale si è occupato, tra le altre, del restauro e recupero agli antichi splendori della Colonna Traiana di Roma, della basilica di Assisi, dove ha operato sulle pitture di Giotto, e a Parma sul Battistero e sugli affreschi di Correggio. Zanardi, molto apprezzato da Federico Zeri forse anche per via del carattere "focoso" e diretto, interviene sul recente restauro del lato nord del Duomo dopo avere visto molte immagini fornite dalla Gazzetta. «Un giudizio dato su foto digitali e non vedendo il monumento dal vivo - premette Zanardi, anche docente all'Università di Urbino - non è ottimale, anche perché tutti in queste occasioni in genere tendono a intervenire per dare un giudizio di natura estetica: a quel punto le opinioni valgono tutte allo stesso modo. Vedendo le vostre foto però mi pare si possa dire, venendo alle questioni tecniche, che l'esterno è stato stuccato poco e questo sarebbe l'unico intervento davvero importante. Ha infatti un senso "sigillare", chiudere il più possibile ogni accesso agli agenti inquinanti e all'acqua soprattutto, perché questa si infiltra con facilità e "lavora" all'interno». Invece delle puliture degli elementi scultorei che può dire? «Intanto devo premettere la mia sorpresa perché il Duomo è stato restaurato da Uber Ferrari a inizi anni Ottanta (il restauratore, aiutato da Dina Tacconi, è scomparso nel 1990 ndr.) e non credo proprio ce ne fosse il bisogno. E' costato oltre un milione di euro? Beati allora quelli che li hanno presi per la manutenzione. Le puliture non hanno ad ogni modo molto senso, anzi certamente manomettono la superficie lapidea anche per il resto è difficile fare ipotesi. Il fatto è che tutti, me compreso per carità, andiamo per tentativi e il modo migliore sarebbe prevenire. Siamo invece completamente nelle mani degli speculatori edilizi e non c'è salvezza per i nostri maggiori monumenti o per le chiese di campagna. In Italia gli architetti sono 150mila, le pare possibile? Tutti debbono costruire ed è un disastro. E poi si finisce con l'abbaiare giudizi sulla sola base estetica, cioè tutti giudicano solo ad occhio». Nei giorni scorsi Italia Nostra intervenendo sull'esito dei lavori ha polemizzato dicendo che oggi la pietra appare «abrasa e di un bianco scintillante», che ne pensa? «Ecco proprio ciò intendevo. Penso che anche il magistrato Giovanni Losavio esprima opinioni personali perché fa un altro mestiere, mentre qui tutti si permettono di intervenire su tutto in modo dilettantesco. La colpa però è della formazione che manca in questo Paese e non solo a livello artistico; manca un progetto comune per crescere e per quanto riguarda l'arte il Governo dovrebbe pensare a un sistema di vera tutela realizzata insieme dai ministeri dell'ambiente, della cultura e dell'Università. Hanno proprio ragione Salvatore Settis e Carlo Ginzburg quando su "Repubblica" proponevano una moratoria dei restauri».
MODENA - Non avremo più il vero Duomo - II fascino delle pietre originali è perso per sempre
Bruno Zanardi, esperto di restauro, critica il recente restauro del Duomo di Milano, affermando che il giudizio su un'opera d'arte non può essere dato solo sulla base estetica. Zanardi, che ha lavorato su altri importanti monumenti come la Colonna Traiana e la basilica di Assisi, sostiene che le puliture degli elementi scultorei non hanno molto senso e possono danneggiare la superficie lapidea. Invece, secondo Zanardi, il miglior modo per preservare i monumenti è quello di prevenire le danni, piuttosto che intervenire con interventi di restauro.
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