Artificia Necessaria: un paese torna indietro di due secoli MONTICELLO. Comincia oggi a Monticello Amiata (Cinigiano) la tre giorni dedicata alla memoria di questo paesino montano che ha radici antiche e che ha vissuto sulla propria pelle il fenomeno delle migrazioni, come molti altri paesi della zona. L'Associazione Culturale Casa Museo di Monticello in appoggio della Pro Loco di Monticello e del Sistema Museale Amiata propone "Artificia Necessaria". Rassegna che anche quest'anno si dedica alla valorizzazione e alla riscoperta di quegli antichi mestieri, riproposti nella tre giorni lungo le vie del paese, che hanno rappresentato il sostentamento unico degli vecchi borghi rurali del nostro comprensorio. Questo il programma. Oggi giornata inaugurale: in piazza della Chiesa, alle 17, mostra di memorie degli abitanti di Monticello e presentazione del libro di Alessio Magnani "Vite Migranti", con proiezione di un film sull'argomento. Domani, stessa piazza, dimostrazione delle antiche tecniche di lavorazione dalle 17.30, mentre la serata sarà animata dallo spettacolo itinerante di teatro di strada della compagnia Teatro Tascabile di Bergamo. Mercoledì giornata conclusiva, fitta di eventi che porteranno in scena dalle 10.30 del mattino laboratori didattici e di educazione ambientale per i bambini contemporaneamente a bellissime passeggiate etnografiche lungo sentieri stabiliti; Alle 18 tra le vie del centro storico si potrà rivivere la vita del quotidiano popolare di un tempo attraverso la rappresentazione dei vecchi mestieri; dalle 21, allietata dall'originale spettacolo canoro popolare del Teatro Tascabile di Bergamo viene proposta la "Cena di fine 800" con prodotti tipici di qualità. La rassegna si prefigge un obiettivo importante quanto indispensabile: riscoprire gli antichi mestieri. Ma anche e soprattutto di creare un ponte di sensibilità che avvicini le persone del posto, migranti di un tempo, a tutti coloro che oggi si vedono costretti ad emigrare per sopravvivere; e di stuzzicare la memoria per gettare le basi verso un futuro di accettazione e non di emarginazione.