Nel nuovo organismo i tre enti locali e le fondazioni bancarie. Primo passo l'avvio del progetto di ristrutturazione del museo L'ok dal Ministero, a febbraio l'ente sarà operativo Lascerà a febbraio la nuova Fondazione del Museo Egizio. Martedì mattina l'assessore alla cultura Fiorenzo Alfieri ha ricevuto una telefonata dal ministero dei Beni Culturali: «Mi è stato assicurato da uno stretto collaboratore di Urbani che il progetto è stato approvato in via definitiva dopo le ultime modifiche apposte dal ministero alla bozza di statuto», ha rivelato Alfieri. La Fondazione nascerà ufficialmente con l'atto costitutivo che trasferirà al consiglio di amministrazione alcune competenze dell'attuale Sovrintendenza. L'operazione non sarà indolore. Ieri se ne è parlato al cinema Lux durante l'incontro con Piero Angela organizzato dal Fai, il Fondo per la tutela del paesaggio e dei monumenti italiani. «La scientificità del museo-ha detto ieri il professor Sergio Donadoni, noto egittologo, marito della sovrintendente - sta per essere messa in discussione dalle nuove tendenze che vorrebbero considerarla come occasione di attrazione turistica privilegiando l'opinione dei manager rispetto a quella degli studiosi». La nuova Fondazione è il passo indispensabile per far partire un ampio progetto di ristrutturazione messo a punto nei mesi scorsi dal direttore del museo di Berlino Dietricht Wildung e da altri esperti internazionali. Un piano che prevede la nascita di un grande museo sotterraneo che colleghi gli infernotti della chiesa di San Filippo con il palazzo dell'Accademia delle scienze che dovrà essere liberato dalla Galleria Sabauda. Alla Fondazione parteciperanno i tre enti locali torinesi con un contributo di 150.000 euro ciascuno, il ministero dei Beni culturali, che conferirà al nuovo organismo i diritti di utilizzo delle collezioni per 30 anni, e le due principali fondazioni bancarie torinesi, San Paolo e Crt. Al piano di ristrutturazione i soci della Fondazione parteciperanno con un esborso notevole: 25 milioni arriveranno dal San Paolo, gli altri 15 verranno suddivisi tra gli enti locali e la Crt. Comune, Provincia e Regione attendevano il via libera dal ministero per poter preparare le delibere di spesa. La telefonata di martedì scorso all'assessore Alfieri ha dunque sbloccato una situazione che rischiava di rimanere in stallo per lungo tempo. Ora, superati gli ostacoli burocratici, resta da sciogliere il nodo del trasferimento della Galleria Sabauda nella manica nuova di Palazzo Reale.