(cdm) Per spiegare il ritardo dei lavori di ristrutturazione del Palazzo Veneziano, edificio con due "padroni" (Comune e Provincia) in piazza XX Settembre, l'amministrazione Honsell aveva scelto una sintesi ermetica. «Le opere - aveva dichiarato il vicesindaco al termine della giunta del 15 luglio - non inizieranno a breve per questioni tecniche nella gestione del progetto che la Provincia deve stendere». Ora l'assessore provinciale Stefano Teghil chiarisce l'arcano dal punto di vista di Palazzo Belgrado: «La Provincia - dice - non è inadempiente, ma in perfetta sintonia con i tempi. C'è un problema urbanistico che deve risolvere il Comune facendo una variante». Com'è nato l'intoppo? «Con la ristrutturazione - dice Teghil -, vorremmo cercare di raggiungere l'autonomia energetica da fonti non rinnovabili, utilizzando la geotermia e, se la Soprintendenza lo permetterà, pannelli fotovoltaici. Pensavamo di fare un ampliamento dell'interrato per creare vani tecnici per gli impianti geotermici: le Belle arti non hanno sollevato problemi. Poi, a giugno scorso abbiamo presentato al Comune lo studio di fattibilità, che è stato visionato dai Lavori pubblici e dall'Edilizia privata. Ci dev'essere stato un piccolo contrasto interno fra uffici: uno ha dato l'ok, l'altro ha detto che non si poteva fare l'ampliamento senza una variante urbanistica». I tempi? «Se tutto andrà bene, confidiamo di produrre il progetto preliminare entro ottobre. Quando avrà ottenuto tutte le autorizzazioni, chiederemo la conformità urbanistica alla Regione. Tenuto conto dei tempi burocratici, speriamo che per l'estate 2009 sia pronto il definitivo. I tempi dipendono anche da quanto ci metterà il Comune a dotarsi della variante per l'ampliamento. Spero che i lavori possano iniziare a fine 2009 o a inizio 2010. Il palazzo resterà a uso direzionale: nel progetto è previsto anche il bar. È un locale storico e va mantenuto».