Presa di posizione dell'amministrazione di Aquileia, attraverso un intervento del vicesindaco e assessore alla Cultura Flavio Cossar indirizzato al ministro per i Beni culturali , agli assessori regionale e Provinciale, al direttore regionale per i Beni culturali e alla Soprintendenza. «Non si può e non si deve scavare ad Aquileia in assenza di una adeguata programmazione pluriennale, persino a prescindere dai finanziamenti disponibili - sostiene - La stessa Fondazione per Aquileia è nata principalmente per superare questa empasse: gli Enti che hanno competenza in Aquileia debbono in primo luogo definire un programma archeologico pluriennale inserito organicamente nel tessuto urbano della città. In attesa che questo nuovo Organismo muova i suoi primi passi non posso fare a meno di sottolineare il fatto deplorevole che a tutt'oggi le Università di Udine, di Trieste e di Padova abbiano ricevuto un'ulteriore concessione per scavi archeologici a macchia di leopardo in Aquileia. Scavi che si tengono nel periodo estivo, della durata di un paio di settimane o poco più, in zone diverse e scollegate tra loro, senza una programmazione che non sia quella di cantiere, senza quegli adeguati finanziamenti che possano garantire lo scavo ma, soprattutto, quelle forme di tutela, salvaguardia e fruizione pubblica dei beni rinvenuti». «Questo non significa che le Università non debbano scavare ad Aquileia - conclude - . Anzi! Però lo possono fare all'interno di una programmazione concordata. Per questo c'è assoluto bisogno che la stessa Fondazione, prima di tutto, costituisca in sè l'organo programmatore». Cossar chiede di fermare questa "insensata corsa allo scavo archeologico fine a se stesso".
AQUILEIA L'assessore Cossar scrive al ministro: Fermate gli scavi senza programma
L'amministrazione di Aquileia ha espresso preoccupazione per gli scavi archeologici in città, affermando che non si può scavare senza una adeguata programmazione pluriennale. La Fondazione per Aquileia è stata creata per superare questa empasse e gli Enti competenti devono definire un programma archeologico pluriennale. Le Università di Udine, Trieste e Padova hanno ricevuto ulteriori concessioni per scavi archeologici, ma questi si tengono senza una programmazione adeguata e senza finanziamenti sufficienti.
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