Cortina Quando un cittadino italiano immagina un'opera pubblica, pensa tre cose: «Mi deve servire, non mi deve costare nulla, ma soprattutto va fatta distante da casa mia». E' con questa concisa, ma significativa immagine, che Roberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, è intervenuto ieri nel dibattito proposto dalla rassegna Cortina InConTra e condotto da Enrico Cisnetto. Ed ha ricordato che questa concezione rappresenta uno dei principali ostacoli alla ristrutturazione del Paese. Una logica che si applica alle infrastrutture locali, così come alle grandi opere, di valenza internazionale. Ecco allora che la Tav, la ferrovia ad alta velocità, che dovrà collegare, entro pochi anni, l'oceano Atlantico al Pacifico, si ferma per il volere del sindaco di un piccolo paesino della Val di Susa. Ecco il blocco della Brescia - Bergamo - Milano, attesa da anni per alleggerire il traffico sull'autostrada A4. I problemi che gli imprenditori incontrano quotidianamente sono stati elencati da Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, e da Paolo Astaldi, vicepresidente della Astaldi spa. Tutto ciò in un incontro che, dichiaratamente, riuniva sostenitori della opportunità, della necessità, dell'urgenza di fare infrastrutture. Anche ricorrendo a nuove formule, come la finanza di progetto, che apre nuove strade ai capitali privati, proprio laddove manca la disponibilità della pubblica amministrazione. «Ci si trova a dover affrontare un grosso problema - ha aggiunto Luigi Grillo, presidente della Commissione lavori pubblici del Senato - dato dai ministeri dell'Ambiente e dei Beni culturali : sono realtà difficili da sintonizzare con le esigenze del Paese. Le sovrintendenze dovrebbero capire che l'Italia ha bisogno di infrastrutture». Da parte di tutti gli intervenuti, sono state messe sotto accuse le opere compensative, che vengono chieste dalle amministrazioni locali, nelle aree interessate da una grande opera, come forma di risarcimento per l'uso del loro territorio. «I comuni hanno ricattato le grandi imprese, pretendendo queste "tangenti bianche» - ha affermato il presidente Grillo, mentre Paolo Astaldi ha fatto esplicito riferimento ad altre situazioni drammatiche, in Italia: «Lavorare nel Mezzogiorno è un problema, al Sud non è come al Centro, o al Nord; non si possono abbandonare le aziende, da sole, di fronte alla criminalità. Non si può più fare finta di nulla: vanno potenziate le forze dell'ordine, bisogna trovare una soluzione a questo problema, che è serio, altrimenti l'Italia continuerà a procedere a due velocità».