Dovute le riserve dell'assessore Stefani che però non intende sfiduciare il sindaco Un chiarimento è sempre possibile LUCCA. Difende l'assessore Luigi Stefani che il sindaco sta per cacciare di giunta, ma soprattutto si appella a Favilla perché in materia di scelte urbanistiche torni sulle posizioni che, in aperta critica con la normativa disposta dalla giunta Fazzi, lo avevano indotto a tornare a far politica e a candidarsi alla carica di sindaco offertagli dal gruppo di Governare Lucca. Nell'ora che pare sancire la definitiva rottura, Piero Angelini, leader di Governare Lucca lancia una sorta di appello ultimatum al sindaco. «Se non lo accoglierà - dice - ne prenderemo atto con profondo rammarico». Il caso Stefani. Angelini sostiene che l'assessore in procinto di essere dimissionato «non voleva, con il suo no, esprimere un voto di sfiducia al sindaco, a cui in precedenza aveva sempre assicurato il suo leale appoggio, ma, in una situazione estrema, dare un segnale forte di sollecitazione a rivedere le proposte contenute in quella (quella sola) delibera di giunta, che il sindaco era stato indotto a fare, in fretta e furia, dopo che il dirigente aveva ufficializzato il superamento dei limiti stabiliti dal piano strutturale, per gli insediamenti residenziali, in quattro Utoe». Il leader di Governare Lucca sostiene che la delibera di giunta si basava sul presupposto che il piano strutturale ponesse vincoli e tetti solo per l'edilizia residenziale, non per gli altri "tipi di intervento"; e che si potesse spalmare, con una modifica di riequilibrio del piano strutturale, il surplus residenziale di alcune Utoe, in quelle dove si erano verificati gli sforamenti. «Ad un primo esame, anche superficiale, della delibera, entrambi i presupposti risultavano infondati, poiché i carichi insediativi massimi ammissibili valgono, come noto, non solo per la residenza, ma per tutte "le diverse categorie funzionali", dunque anche per il commerciale e il ricettivo. E possono essere trasferiti, non dovunque, ma soltanto "alle Utoe limitrofe" - ricorda Angelini -. In merito alla situazione politica più generale, dopo l'annuncio dello sforamento dei parametri in quattro Utoe, Stefani aveva consigliato al sindaco che non si procedesse ad una informazione parziale (limitata soltanto alla edilizia residenziale) e affrettata. «Su di un tema, come questo, che aveva mostrato le difficoltà della politica urbanistica nel nostro Comune e le contraddizioni fra il piano strutturale e il Regolamento urbanistico, prima di prendere le necessarie decisioni, si doveva dar vita, secondo Stefani, tramite una comunicazione del sindaco, ad un confronto politico ed istituzionale, che mettesse in risalto le reali cause di una situazione che rischiava di portare a breve, ad una paralisi della attività edilizia nel nostro comune. Stefani, in sostanza, si muoveva lungo la linea indicata da Governare Lucca e anticipata al sindaco in un documento anche da lui condiviso: dopo la constatazione del superamento dei limiti di edificabilità previsti nel Piano strutturale, era necessaria, prima di ogni decisione, una "revisione prioritaria delle norme e delle interpretazioni del Regolamento urbanistico"; per accertare, appunto, in che modo e in che forme le previsioni del piano strutturale fossero state dilatate e qualche volta stravolte». Il megaquartiere a S. Anna. Angelini fa l'esempio del Parco di S. Anna: «Governare Lucca voleva capire, prima che l'amministrazione desse assicurazioni al Gruppo Valore sulla possibilità di approvare un Piano stralcio limitato al terziario, se non fossero stati superati, innanzitutto, nell'Utoe 3b, anche i limiti relativi a questa categoria funzionale (lo stesso discorso vale per il problema dello stadio contestato del gruppo Cipriano, collocato a S. Donato, sempre nella stessa Utoe) e successivamente verificare come fosse stato possibile, e se fosse stato legittimo, che una previsione del piano strutturale che prevedeva per l'area di S. Anna, tra via Donati e via del Bozzo, solo aggregazione di servizi, assegnando, all'Utoe 3b, zero mq per attività commerciali e ricettive, fosse stata trasformata dal regolamento urbanistico in una consistente previsione di attività del terziario, sulla base di una discutibile interpretazione della normativa». La tutela del territorio condivisa da Favilla. Angelini ricorda che Stefani e Governare Lucca, nel 2005 e 2006, hanno combattuto «contro la sostanza e la forma del regolamento urbanistico voluto da Fazzi, che si era arrogato il diritto di stravolgere a suo piacimento il piano strutturale con integrazioni ed interpretazioni del regolamento urbanistico, politicamente inaccettabili (dalle serre, all'ospedale a S. Filippo). Insieme abbiamo cercato e ottenuto, in questa nostra iniziativa politica, l'approvazione e l'incoraggiamento di Mauro Favilla, che era allora un privato cittadino, che non faceva ancora politica: vorremmo, oggi, continuare a portare avanti, insieme a lui, quella linea di trasparenza, di rigore e di partecipazione nella politica urbanistica, che ha costituito un punto importante del suo programma elettorale e che ha ricevuto il consenso convinto della gente». Chiarimento possibile. Su queste basi per Angelini è possibile che Stefani cerchi un chiarimento con Favilla «che sarebbe necessario ed augurabile, spiegandogli le ragioni che fanno del voto in giunta un episodio difficile, che non può intaccare però e rimettere in discussione un legame di feconda collaborazione. Favilla, da parte sua, invece di sanzionare il comportamento di Stefani, dovrebbe far appello a tutta la sua saggezza, per recuperare un rapporto con un assessore che merita rispetto, per la sua storia e la sua coerenza politica, anche nel campo dell'urbanistica e dello sviluppo compatibile».