IL PERSONAGGIO. LUIGI TUPPINI PARLA DEI PROGRAMMI E DEI SUCCESSI DEL SOLDALIZIO CHE DIRIGE DA TRE MANDATI. E SI TOGLIE QUALCHE SASSOLINO DALLE SCARPE Il presidente dell'Accademia ricorda: «È solo grazie al Teatro se la Fondazione riceve i fondi dal ministero» Una parte dei 14 milioni statali dovrebbe essere stabilmente devoluta alla nostra attività Nel 2007 c'è stato il tutto esaurito ad ogni concerto: sono molti anche i giovani abbonati A poche settimane dall'inizio del «Settembre dell'Accademia», quali sono le prospettive dell'ormai famosa manifestazione sinfonica? Lo chiediamo a Luigi Tuppini, da tre mandati presidente dell'Accademia Filarmonica. Siamo reduci da uno straordinario 2007 con il record di 800 abbonati e il tutto esaurito ad ogni concerto. Nonostante l'aumento del prezzo, la nostra biglietteria ha già superato gli 800 abbonamenti del 2007 e ci sono molte richieste per i singoli concerti. Si temeva che la mancanza di un grande nome, come quello di Muti e della Chicago Symphony dello scorso anno, potesse influire negativamente sul pubblico, ma così non è stato. Contento allora dei risultati raggiunti? Sì, specialmente del fatto che il pubblico ha mostrato grande maturità nell'apprezzare musica ed interpreti del programma 2008, anche al di fuori del richiamo più scontato dello star-system. Il prossimo festival comunque non deluderà neanche da questo punto di vista, data la presenza di personalità ed orchestre di fama, come la «Staatskapelle» di Dresda, la più antica orchestra d'Europa, che debutta a Verona diretta dal nuovo astro italiano Fabio Luisi, come l'«Orchestre National de France» col felice ritorno del mitico Kurt Masur, e la «BBC Symphony» di Londra, anch'essa in prima assoluta a Verona. Forse il pubblico ha gradito un programma di musiche di grande tradizione e popolarità, come testimonia l'importante presenza di Beethoven? È il dubbio di ogni programmatore: ancora Beethoven? Finalmente Beethoven! La sua musica sa ancora parlare al cuore e alla mente di tante generazioni, anche delle più giovani, delle quali c'è una confortante presenza tra i nostri abbonati. Ma dopo il «Settembre dell'Accademia» quale crede sia il futuro del teatro Filarmonico, che rientra nell'attività invernale della Fondazione Arena? Spiace notare come molti commentatori sbrigativamente considerino il teatro una palla al piede nel bilancio della Fondazione Arena. Qui c'è una gigantesca amnesia collettiva. Bisogna ricordare che è solo grazie al Filarmonico e alla sua attività che la Fondazione Arena riceve i fondi di finanziamento dal Ministero dello Spettacolo, circa 14 milioni di euro. La stagione estiva in Arena non sarebbe sufficiente da sola ad integrare il numero di spettacoli richiesti per ottenere il finanziamento statale. È solo da quando, nel 1976, l'Accademia ha concesso, prima gratuitamente per trent'anni, ed oggi in locazione, il teatro Filarmonico che si è avuto a Verona un Ente lirico stabile, oggi Fondazione Arena, finanziato primariamente dal fondo unico dello Spettacolo. Sarebbe dunque logico che almeno una parte di questo contributo fosse stabilmente devoluto all'attività teatrale e musicale del Filarmonico, elemento integrante e indispensabile all'economia della Fondazione e alla sua stessa esistenza. Come giudica il fatto che il sovrintendente Francesco Girondini abbia garantito la prosecuzione dell'attività annuale del Filarmonico? L'Accademia ha preso atto con favore dei propositi del sovrintendente di non deprimere l'attività del teatro, pur con alcune giuste economie. Alla luce di quanto detto circa il riconoscimento che il Filarmonico ottiene da parte dello Stato, la città ha diritto di conservare la sua stagione invernale d'opera e di concerti. Per questa finalità l'Accademia è disponibile a concordare con la sovrintendenza comuni iniziative atte a favorire e valorizzare al meglio l'attività del teatro. C'è dunque aria di collaborazione tra Fondazione Arena e Accademia Filarmonica? Sarebbe una cosa altamente auspicabile e ho molta fiducia nel nuovo sovrintendente, che dimostra tanto interesse ed amore per il Teatro. Oggi le Fondazioni liriche privilegiano giustamente, nel momento della grande crisi, gli aspetti organizzativi e finanziari della loro attività, e Francesco Girondini, che oggi è chiamato a pilotare una stagione programmata dal suo predecessore, è persona indicata per metter mano al risanamento della complessa macchina della Fondazione Arena. Per quanto riguarda gli aspetti artistici so che, oltre a valorizzare gli elementi più capaci dell'organigramma della Fondazione, si accinge a dar vita ad una direzione artistica all'altezza del prestigio dell'Arena e del Teatro Filarmonico. Purtroppo, però, il momento è reso difficile dalla crisi dei flussi turistici internazionali a causa della deriva economica generale.