Nuove regole per i Beni culturali, ancora moda all'Auditorium di Roma Contro il codice Urbani vesti stracciate, per il codice Veltroni incantati applausi. C'è un ministro per i Beni culturali che parla poco e lavora sul serio, prepara un Codice che per la prima volta riunisce norme di tutela che semplificano e organizzano la legislazione in materia di beni culturali e paesaggistici, aggiorna norme vecchie e inadatte, attua la devoluzione dei poteri alle Regioni, fissa regole razionali per l'alienabilità, e fa discutere in Parlamento il decreto, che viene approvato. E allora l'ex ministro Giovanna Melandri, e con lei le associazioni ambientaliste e i Ds, subito gridano alla "rottamazione di tutte le politiche culturali del nostro paese", alla "logica mercantilistica", alla "privatizzazione scellerata e rischiosa", e mettono in guardia, cercano la mobilitazione: Giuliano Urbani va fermato, alla svelta. Mette in pericolo la dolce vita. Perché poi c'è invece un sindaco a cui piace un sacco farsi vedere in tivù, fare gli auguri di Capodanno, ascoltare il jazz e annunciare compiaciuto che Roma "sarà la capitale della musica europea" e che l'Auditorium romano è un'opera meravigliosa, la città di tutte le musiche, un nuovo Rinascimento. E allora applausi, inaugurazioni, feste per tutti quelli per cui la vita è ancora dolce, che bevono sangria e aborrono le logiche mercantilistiche. Quindi chissenefrega se l'Auditorium del codice Veltroni è un bellissimo scatafascio porchettaro, con pochissima musica e molte sfilate di Roma moda, rari concerti e però qualche comizietto, bisogna pur fare cassa - ma non in una logica mercantilistica, che orrore - e la cassa del Comune giustamente piange i miliardi al vento: però intanto applausi alla presentazione del bilancio, come fosse un successo e non un disastro, applausi anche per Renzo Piano che ridisegnerà l'area bar, e anzi ci vorrà anche una bella pista di ghiaccio in vista del festival della cultura scandinava. Manca solo una fontana in cui gettarsi, vestiti, a mezzanotte, per poi uscire un po' brilli e gridare basta a quello scellerato di Giuliano Urbani.
Codice Urbani e codice Veltroni
Il codice Veltroni per i Beni culturali è stato approvato dal Parlamento. Il codice semplifica e organizza la legislazione in materia di beni culturali e paesaggistici, aggiorna norme vecchie e inadatte, attua la devoluzione dei poteri alle Regioni e fissa regole razionali per l'alienabilità. L'ex ministro Giovanna Melandri e le associazioni ambientaliste hanno criticato il codice, accusandolo di essere una "rottamazione di tutte le politiche culturali del nostro paese" e di favorire la "logica mercantilistica". Il sindaco ha invece elogiato il codice, definendolo un "bellissimo scatafascio porchettaro" e un "nuovo Rinascimento".
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