E il sottosegretario Bertolaso accelera su Andretta Via libera dalla Conferenza dei servizi: favorevoli i pareri tecnici Via libera alla discarica di Chiaiano dalla conferenza dei servizi. Ieri a Palazzo Salerno sono arrivati i pareri tecnici favorevoli delle istituzioni interessate. Un ulteriore passo in avanti verso la costruzione della discarica. Le uniche voci istituzionali fuori dal coro sono quelle dei Comuni di Marano e Mugnano che hanno presentato un dossier di "non idoneità geologica e ambientale della cava del Poligono". Ma, mentre nelle stanze della struttura governativa arriva lok per la valutazione dimpatto ambientale, dallaltro lato di piazza Municipio si riunisce il fronte della protesta. Comitati e professori universitari insieme per ribadire che quella discarica è pericolosa e non deve essere realizzata. Ora lavorano a una grande manifestazione per il 27 settembre e denunciano: «Il sottosegretario ha interrotto il dialogo». Non solo Chiaiano. Ieri è stato il giorno dellaccelerazione sulla piattaforma polifunzionale di Andretta. Bertolaso ha incontrato sette sindaci dellAvellinese: dal 25 agosto partiranno le indagini per capire che tipo di rifiuti potrà accogliere quel sito. E anche qui i sindaci annunciano battaglia «in ogni modo possibile». Gli enti che si sono espressi favorevolmente per la realizzazione della discarica di Chiaiano sono Regione, Comune e Provincia di Napoli, Soprintendenza ai beni archeologici, Arpac, Corpo forestale, Ente parco delle colline, Autorità di bacino, Asl Napoli 1 e 2. Hanno anche depositato pareri scritti in riferimento alla documentazione progettuale redatta dalla struttura del sottosegretariato allEmergenza rifiuti. E i due Comuni da cui è giunta la bocciatura? «Non sono territorialmente competenti per la localizzazione ma solo per la viabilità», fanno sapere da Palazzo Salerno. Ora si passerà alla fase della progettazione esecutiva e, dopo la bonifica del suolo dal piombo ancora presente (la cava era un poligono) e la messa in sicurezza delle pareti, si procederà alla realizzazione vera e propria della discarica. Dalla struttura governativa ieri si è appresa anche la disponibilità a utilizzare la cava prevalentemente per la parte secca e non per lumido, «ma tutto dipenderà dalla differenziata che si riuscirà a fare nellarea Nord di Napoli», ovvero nella zona che conferirà rifiuti alla futura discarica. Particolarmente caldo il fronte della protesta. «Le indagini che sono alla base dellapprovazione del sito sono approssimative. La cava non garantisce né la sicurezza ambientale né quella per chi deve eseguire i lavori», spiega il pool di professori universitari che ha lavorato a un dossier sui rischi della discarica, De Medici, Ortolani, Spizuoco. Forte il pericolo di crollo delle pareti e di infiltrazioni nelle falde acquifere. «Anche il piano della viabilità elaborato da professori della Sapienza è totalmente sbagliato, considerano una giornata lunga 33 ore invece di 24», dice il professore Forte, «siamo allapice dellapprosimazione». «Avevamo avuto lultimo tavolo con i tecnici del sottosegretario il 15 luglio - spiega il geologo De Medici - avevano acquisito una serie di documenti che avevamo portato alla loro attenzione. Ci aspettavamo di essere riconvocati e invece ecco che sono passati subito alla Conferenza dei servizi». E allora il comitato contro la discarica annuncia per il 27 settembre il J-day, "Jatevenne day". Capitolo Andretta. Bertolaso e il generale Giannini hanno incontrato i sindaci di Calitri, Bisaccia, Lacedonia, Vallata, Guardia, Andretta. Una riunione in cui è stata ribadita dal vertice della struttura deputata a risolvere lemergenza la necessità di andare avanti con il progetto di piattaforma polifunzionale. A disposizione cè unarea di 32 ettari. Bertolaso vuole accelerare i tempi: dal 25 agosto partiranno le analisi e i carotaggi per verificare lidoneità del sito di Pero Spaccone, fra Andretta e Bisaccia. «Ho chiesto di incontrare il premier Berlusconi prima di iniziare i sondaggi - spiega Marcello Arminio, sindaco di Bisaccia - non possiamo pagare sempre noi con una decisione che segnerà il destino di questo territorio. È ora che la politica avellinese si svegli e protegga il territorio: qui vogliono costruire la madre di tutte le discariche, una piattaforma in cui portare lumido e poi trattare altri materiali, anche ceneri, olii, copertoni». Allarmato anche il sindaco di Andretta, Angelo Antonio Caruso: «Il territorio è ormai al collasso, con gli impianti eolici, la nuova stazione elettrica della Terna in costruzione e le vicine discariche. Così finiamo per perdere del tutto la nostra vocazione agricola»