Si fanno avanti architetti e ingegneri: "Disposti a lavorare gratis" DallAssoarching appello alle banche Il Comitato centro storico: "Intervenga la Soprintendenza" Il presidente di Assoarching, larchitetto Elio Caprì, che nel passato è stato anche consigliere dellOrdine degli architetti di Palermo, lancia un appello a banche, associazioni ma anche semplici cittadini affinché siano reperite risorse economiche da destinare a un intervento immediato sulle absidi. «Noi - dice Caprì - rimaniamo in attesa di sapere a chi tocca intervenire per eliminare la situazione di degrado delle absidi. Tuttavia, già adesso la nostra associazione mette a disposizione gratuitamente le prestazioni professionali dei suoi iscritti, architetti e ingegneri, per lelaborazione immediata del progetto degli interventi da realizzare». Ma bisogna fare in fretta. Le prime piogge arriveranno a settembre e rischiano di danneggiare ulteriormente il ricco patrimonio degli intarsi, realizzati nei secoli XII e XIII da abilissime maestranze che avevano fuso elementi della cultura architettonica araba con quella normanna. Una fusione di tendenze, stili e culture costruttive evidenziate anche dal reimpiego della pietra, come nel portale meridionale, in cui è incisa una sura del Corano che riprende il passo della Genesi che racconta la creazione della Terra. Nel silenzio delle istituzioni la società civile si mobilita. Prende posizione anche il Comitato per il centro storico, presieduto dallavvocato Carlo Pezzino Rao. Che avanza una proposta di soluzione della vicenda che vede contrapposte da un lato la Fabbriceria della cattedrale, impossibilitata a intervenire per carenze finanziarie, e dallaltro la Soprintendenza, che si dichiara non titolata a farlo. «Ammesso pure che i danni allabside siano stati causati dalla mancata ordinaria manutenzione - dice Pezzino Rao - oggi labside necessita, data lentità, la vastità e la tipologia dei danni stessi, di un intervento di straordinaria manutenzione e di restauro posto a carico del proprietario». Il legale cita una sfilza di disposizioni di legge a supporto della sua tesi. «Ci troviamo davanti a un caso di estrema urgenza - aggiunge Pezzino Rao - che rientra nel disposto del decreto legislativo 422004, che agli articoli 32 e 33 prevede e impone, in caso di inerzia del proprietario, lintervento diretto da parte della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali». Dunque la Soprintendenza, che già in quattro occasioni è intervenuta per rimuovere e ripulire le grondaie, dovrebbe farlo anche in questo caso perché il proprietario non provvede? «Il decreto parla chiaro - conclude il legale - la Soprintendenza, nel caso in cui non labbia fatto, deve immediatamente intervenire per impedire laggravamento delle condizioni del monumento, considerato anche che il patrimonio artistico è specificatamente salvaguardato dallarticolo 733 del codice penale. Tale articolo prevede, a carico di chiunque distrugga, deteriori o comunque danneggi un monumento di cui gli sia noto il rilevante pregio, a prescindere se il danneggiamento si è verificato anche per inerzia nella manutenzione o per mancati interventi per leliminazione di danni verificatisi, larresto sino a un anno e lammenda non inferiore a 2.065 euro».
SICILIA - Sottoscrizione per la cattedrale malata
Il Comitato centro storico di Palermo ha lanciato un appello a banche, associazioni e cittadini per trovare risorse economiche per intervenire immediatamente sulle absidi della cattedrale di Palermo. L'architetto Elio Caprì, presidente di Assoarching, ha affermato che la società mette a disposizione gratuitamente le prestazioni professionali dei suoi iscritti per la preparazione del progetto degli interventi. Tuttavia, la situazione è urgente e le prime piogge potrebbero danneggiare ulteriormente il patrimonio degli intarsi. Il Comitato per il centro storico ha proposto una soluzione che vede la Soprintendenza come responsabile dell'intervento, poiché il proprietario non ha provveduto a farlo.
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