Dopo un'ondata di critiche mosse da associazioni e singoli cittadini e una discussione in consiglio comunale, completati in questi giorni i lavori di ripristino Rimossi i paletti, le targhe sono state ricollocate sui lecci da parte della Sis su disposizione del Comune Il sindaco Bizzotto aveva parlato di operazione «in perfetta buona fede» L'intervento della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici I paletti sono spariti e le targhe dei martiri sono tornate al loro posto, sui tronchi dei lecci a cui furono impiccati i partigiani catturati sul Grappa nel settembre del '44. Le proteste e l'indignazione generale scatenate dalla rimozione dagli alberi di uno dei principali viali bassanesi delle croci con i nomi dei resistenti uccisi il 26 settembre dai nazifascisti, alla fine hanno sortito il loro effetto. Gli uomini della Sis, su invito del primo cittadino Gianpaolo Bizzotto, hanno provveduto a ricollocare le effigi in metallo e ceramica sulle piante dove furono appesi 31 sfortunati giovani del comprensorio caduti in mano nemica. Piante da cui erano state separate circa tre mesi fa quando, in occasione dell'adunata nazionale degli alpini, i dipendenti della società, impegnati in una serie di attività di manutenzione e risistemazione del viale, avevano staccato le croci dai tronchi e le avevano poste sopra una fila di pali di legno piantati lungo il marciapiede. L'intervento, a quanto assicurato da più parti, sarebbe stato messo in atto con le migliori intenzioni e, come aveva rimarcato il sindaco, in «perfetta buona fede». Ma da molti in città è stato visto come una vera e propria manomissione, un oltraggio alla memoria di chi morì per mano dei nazisti e dei fascisti. Alla rabbia dei soci del sodalizio dei partigiani bassanesi, del gruppo dei Volontari per la libertà e del presidente dell'associazione culturale "26 settembre" Vittorio Andolfato, si sono quindi subito affiancate le rimostranze formali di alcuni consiglieri d'opposizione e in particolare di Maria Pia Mainardi Agostinelli, che nelle scorse settimane, in segno di protesta, ha scelto di dimettersi e di lasciare il suo scranno in consiglio comunale. L'esecutivo di Gianpaolo Bizzotto, che, pur non assumendosene la responsabilità, inizialmente non aveva criticato l'iniziativa della Sis, alla fine ha quindi dovuto cedere. A quanto conferma la stessa Mainardi l'ordine di ripristinare la situazione originaria sarebbe d'altro canto giunto dalla stessa Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici. Gli uomini della Sis una decina di giorni fa hanno dato inizio alle operazioni di risistemazione. Attività che hanno interessato non solo il viale dei Martiri ma anche i lecci di viale Venezia e che si sono concluse proprio la settimana scorsa. «Abbiamo ricevuto delle disposizioni dall'amministrazione comunale - spiega, laconico, il responsabile amministrativo della Spa Denis Alberti - e abbiamo ricreato la situazione "ante-adunata" degli alpini». Le croci sono state ricollocate nel loro sito originario e molto presto anche la foto di Cesare Longo, smarrita durante il contestato trasferimento delle croci sui paletti dovrebbe trovare di nuovo posto sulla targa del giovane partigiano povese. L'effige originaria in realtà non è ancora stata ritrovata ma, come conferma Cesare Pace, il nipote del ragazzo impiccato, sarà sostituita quanto prima con un'altra immagine. «Mia madre ha scovato un'altra fotografia di mio zio - ricorda infine l'uomo -. A dire il vero è una microfoto ma il primo cittadino si è impegnato a riprodurla su un supporto di ceramica». C.Z.
IL CASO. Viale dei Martiri ritorna com'era
Il sindaco di Bassano del Grappa, Gianpaolo Bizzotto, aveva ordinato la rimozione delle croci con i nomi dei partigiani uccisi dai nazifascisti il 26 settembre 1944, ma dopo una forte opposizione, gli uomini della Sis hanno ripristinato le croci sulle piante dove erano state appese. Le proteste erano state scatenate dalla rimozione delle croci, che erano state poste sopra una fila di pali di legno piantati lungo il marciapiede. L'intervento della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici ha confermato che le croci devono essere ricollocate sulle piante originali.
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