Ma la conferenza dei servizi acquisisce i pareri degli altri enti «Non previsto dal piano stutturale il nuovo nosocomio a San Filippo» Continua il braccio di ferro tra Comune e conferenza dei servizi in merito alle decisioni per la localizzazione del nuovo ospedale a S. Filippo. Il Comune ha disertato l'incontro fissato per ieri, nel quale la conferenza non ha comunque preso alcuna decisione, limitandosi ad acquisire i pareri degli altri soggetti presenti alla riunione. In mattinata era parta la diffida del sindaco, Mauro Favilla, spedita al responsabile del procedimento per la costruzione del monoblocco e ai componenti della conferenza dei servizi, sostenendo che in assenza del Comune e del suo parere gli atti compiuti non sarebbero regolari, almeno fino a quando anche il consiglio comunale non si sarà pronunciato. Nella lettera Favilla ricorda che «il piano strutturale del comune di Lucca prevede, al momento, un'unica localizzazione, sul territorio comunale, di presidio ospedaliero nell'area di Campo di Marte, e che lo stesso piano non è mai stato fin'ora modificato». Il sindaco aggiunge che fra gli strumenti della pianificazione rientra solo il piano strutturale e non anche il regolamento urbanistico «con la ovvia conseguenza che si deve considerare illegittimo un Regolamento urbanistico che contenga previsioni contrastanti con quelle del piano strutturale». Altro elemento ricordato da Favilla è il fatto che la previsione di ubicare il nuovo ospedale in San Filippo è stata prevista nell'accordo di programma «variando espressamente solo il regolamento urbanistico e non anche il piano strutturale, per cui quest'ultimo mantiene intatta la sua primitiva previsione urbanistica». Per questo il sindaco ha giudicato assolutamente incongruo che la conferenza intenda proseguire senza tenere conto dei pronunciamenti del comune di Lucca «probabilmente basandosi su di un parere pro veritate di parte (tra l'altro mai trasmesso ufficialmente all'amministrazione comunale), che ignora perfino il contenuto del piano strutturale e che afferma non essere necessario ciò che il consiglio comunale di Lucca ha ritenuto assolutamente indispensabile». Tra l'altro anche la Provincia aveva dichiarato nel 2003 di non considerare accettabile una procedura di variante al regolamento urbanistico, in assenza di una preliminare variazione del piano strutturale, «ancorché oggi dimentichi - dice il sindaco - ciò che aveva duramente contestato al comune di Lucca». la citata comunicazione. Favilla nella lettera informa la conferenza che il Comune ha deliberato l'avvio della procedura di variante al piano strutturale e che il consiglio comunale sarà investito «entro un termine relativamente breve, della definitiva decisione in merito». Per questo, a giudizio del sindaco, risulta «assolutamente incomprensibile e ingiustificabile l'improvvisa accelerazione che è stata data ai lavori della conferenza quando, informalmente, nei giorni immediatamente precedenti, era stata espressa l'intenzione di un rinvio a settembre di detta riunione. Questo fatto pare esprimere la volontà di forzare la situazione, di irrigidire le posizioni, di contrapporsi muro contro muro contro il consiglio comunale di Lucca, a vanificare le condizioni per un dialogo e una valutazione oggettivamente serena. Le prese di posizione delle forze politiche apparse in questi giorni sulla stampa cittadina ne sono una chiara dimostrazione». Secondo Favilla la conferenza rischia quindi di assumere decisioni «al limite della legittimità e decisamente controproducenti». Ma l'invito del sindaco a a rinviare i lavori almeno fino a quando il consiglio comunale non si sarà espresso sulla variante ricognitiva non è stato accolto dalla conferenza. Il clima è di scontro.