«O ti dimetti o sarò io a cacciarti» LUCCA. «O ti dimetti, o ti dimetto». È questo in sintesi il contenuto della lettera che il sindaco ha spedito all'assessore Luigi Stefani (Governare Lucca) che non gli aveva votato la fiducia in giunta sui provvedimenti relativi al blocco delle licenze, dopo la scoperta dello sforamento dei limiti di edificabilità, e alla revisione degli strumenti urbanistici che era conseguentemente necessaria. Stefani ha ricevuto la lettera il 5 agosto, ma non commenta. Altrettanto fa il sindaco, che attende la mossa dell'assessore. Dimettendosi, Stefani renderebbe meno arduo il compito del sindaco, chiamato a liquidare uno dei suoi più strenui sostenitori, con il quale ha tra l'altro una vita di collaborazione. Ma non pare questa l'intenzione dell'assessore, che ritiene di aver votato secondo coscienza proprio per indurre sindaco e giunta a riflettere sui passaggi e i metodi di una scelta assai delicata. Da definire sono in ogni caso soltanto i tempi, perché Stefani è destinato a uscire di giunta e la decisione acuisce di fatto la crisi con Governare Lucca, il cui leader, Piero Angelini, pare sempre più distante dalla linea del sindaco sull'urbanistica. E lo scontro potrebbe estendersi, visto che Angelini ritiene che comunque a Governare Lucca spetterebbero due assessori: è infatti convinto di poter contare a settembre su un gruppo di 4 consiglieri, recuperando un esponente dell'area di centro. E con 4 consiglieri anche l'Udc ha due assessori. Di tutt'altro avviso gli azionisti di maggioranza del centrodestra che sostiene Favilla, Forza Italia e An, che vogliono recuperare il posto lasciato libero da Stefani e forse anche quello che potrebbe liberare l'assessore Nanni Santini, se Governare Lucca decidesse di rompere e passare all'opposizione.